OLANDA IN MOTO (CAPITOLO 1)

OLANDA IN MOTO

 

Olanda in moto. Perchè no ?

Dove si va in vacanza questa estate ? Si va in moto vero ?

Questa è la domanda tipica che ci poniamo tutti gli anni appena la primavera fa capolino. Dopo aver cassato le idee più bislacche, tipo la transiberiana o la Mongolia, si giunge ad una meta più ragionevole e raggiungibile. Quest’anno è toccato all’Olanda.

 

4 disperati in moto

4 disperati in moto

 

I preparativi di rito occupano qualche sera in birreria, posti da vedere assolutamente, itinerari, alternative, qualche piccolo ritocco alle moto, tagliando etc. In effetti il tempo vola, ma noi giungiamo preparati.

Il fatidico giorno è arrivato e con noi c’è anche mio figlio Alessandro, il piccolo di famiglia avrà il suo battesimo motociclistico. Alla fine del viaggio sarà il più felice, con il posteriore devastato dal sellino, ma sereno e soddisfatto per i 3500 km percorsi, per le cose viste, per le esperienze fatte e per le pietanze assaggiate e godute.

Pronti, via, si parte.

Come sempre ci si ritrova al baretto per la colazione, 2 brioches con cappuccino e caffè finale perchè per un po’ di espresso non se ne parlerà.

 

Saliti in moto ci dirigiamo verso Como e la frontiera svizzera sapendo già che l’attraversamento della Confederazione Elvetica sarà di una noia mortale a causa dei limiti di velocità e degli infiniti lavori autostradali. Finalmente giungiamo in Germania, una veloce sosta per il rifornimento, un caffè lunghissimo, ma forte e poi si riparte. La prima meta è Strasburgo ( qui trovate il racconto relativo alla città ) per giungere poi a Rotterdam.

In Germania la cavalleria nascosta nel motore e che sonnecchiava pigramente si risveglia e torna a scalpitare imperiosa. Evviva, questo significa viaggiare in moto: libertà e velocità.

 

Giunti a Rotterdam prendiamo posto allo  Student Hotel, splendido hotel a due passi dal centro città. Questa è un’enorme struttura con tantissime camere, piena di corridoi, di sale, bar, ristorante, lavanderia e, soprattutto, tanti giovani. Pieno di vita, grida, risate tipiche della vita universitaria. Super consigliato !

Ormai è sera e cerchiamo un posto dove mangiare qualcosa, ci ritroviamo in un ristorante cinese che pare essere il migliore di Rotterdam. Senza infamia e senza lode.

Il mattino successivo si parte alla scoperta dei dintorni e ci dirigiamo verso Delft.

 

 

Olanda Delft

Delft

 

Questa è una delle cittadine caratteristiche dell’Olanda, tutta canali e costruzioni tipiche. L’importanza di cui gode è dovuta alla lavorazione delle ceramiche.

Delft deve il suo nome al canale artificiale Delft attorno al quale la città si sviluppò. A Delft fissò la sua dimora Guglielmo d’Orange, considerato il padre della patria perchè guidò l’Olanda nella rivolta contro la Spagna. Sempre a Delft fu assassinato e sepolto nella Nieuwe Kerk.

 

 

Delft Nieuwe Kerk, Holland

Delft Nieuwe Kerk, Holland

 

 

Maestoso il suo monumento funerario: originariamente piuttosto sobrio, fu sostituito nel 1623 da quello che si può vedere oggi.

 

 

Delft, Holland - monumento funerario di Guglielmo d'Orange

Delft, monumento funerario di Guglielmo d’Orange

 

 

Da allora quasi tutti i membri della casata Orange – Nassau e tutti i regnanti di Olanda vengono inumati in questa chiesa. Gli ultimi sono stati la regina Giuliana e suo marito Bernardo. La Cripta Reale si trova sotto la chiesa e non è accessibile al pubblico.

 

La Nieuwe Kerk si trova sulla Piazza del Mercato di Delft, esattamente di fronte al Palazzo del Municipio e fu costruita tra il 1396  ed il 1496. La chiesa presenta sulla facciata un campanile alto 109 metri e che conferisce una particolare imponenza alla struttura. Sul campanile è possibile salire attraverso una scala a chiocciola stretta e quasi senza fine.

 

 

Delft, Holland - Nieuwe Kerk

Delft, Nieuwe Kerk

 

 

Durante la salita potrete fermarvi su un pianerottolo, circa a metà del tragitto, ed ammirare i particolari ed il funzionamento dell’orologio che si trova sulla facciata del campanile.

 

 

Delft, meccanismo orologio campanile della Nieuwe Kerk

Delft, meccanismo orologio campanile della Nieuwe Kerk

 

 

 

Delft, meccanismo orologio campanile della Nieuwe Kerk

Delft, meccanismo orologio campanile della Nieuwe Kerk

 

 

 

Dalla parte opposta si trova il municipio

 

 

Delft, Holland - Municipio

Delft, Municipio

 

 

Passeggiando lungo le strade di Delft si possono scorgere diversi canali che le conferiscono l’aria tipicamente olandese e molte piazze con bar e ristoranti.

 

 

Delft, Holland - canali

Delft, canali

 

 

Delft, Holland

Delft, Holland

 

 

Delft è conosciuta in tutto il mondo grazie alle ceramiche ed alle maioliche dette, appunto, Blu di Delft. Lo sviluppo risale al XVI secolo quando le maioliche italiane e spagnole erano molto apprezzate in Europa, le guerre impedivano il trasporto dei manufatti e fu così che alcuni maestri ceramisti italiani si spostarono in Olanda per creare scuole di ceramisti e laboratori artigianali. La produzione si concentrò soprattutto a Delft che divenne nel tempo la capitale delle maioliche olandesi. Quando furono introdotti in Europa i manufatti in ceramica provenienti dalla Cina la produzione olandese subì un duro colpo, ma i maestri iniziarono a produrre prodotti migliori di quelli cinesi rappresentando scene tipicamente olandesi. Il colore caratteristico di questi disegni è il blu.
In città vi sono ancora alcuni laboratori ed è possibile visitarli osservando la produzione delle ceramiche. I prezzi dei manufatti, però, sono quasi proibitivi.

 

 

Da Delft ci spostiamo velocemente verso Gouda.

 

 

Gouda

Gouda

 

 

Gouda è la città del formaggio per antonomasia, sulla piazza del mercato il giovedi mattina si tiene l’asta dei formaggi. I produttori arrivano con i loro carretti ed espongono i formaggi che verranno poi trasportati da addetti in costume tradizionale per essere pesati alla pesa pubblica. I produttori e gli acquirenti trattano il prezzo come si faceva una volta e suggellano l’accordo con una stretta di mano. Tutta la scena è caratteristica anche se ha un sapore di recita per i turisti.

Ovviamente noi ci arriviamo di domenica e pure di pomeriggio per cui niente mercato. In questo modo riusciamo a goderci la bellezza della piazza del Markt e degli edifici. Prima di tutto decidiamo di visitare la Grote Sint Janskerk (Chiesa di San Giovanni), edificio gotico di una bellezza unica e che, con i suoi 123 metri di lunghezza, risulta essere la chiesa con pianta a croce più lunga dell’Olanda. Dall’interno si possono ammirare le famose vetrate: sono presenti 64 vetrate istoriate composte da ben 2412 pannelli. Ci approcciamo all’ingresso e riceviamo una terribile notizia: la chiesa chiude alle ore 17 in punto. Sono le 17.02 e pur implorando la possibilità di visitare l’interno, poichè il giorno successivo saremmo stati altrove, il custode è stato irremovibile. Dopo un paio di imprecazioni tipicamente italiane, che fortunatamente non vengono comprese, ci allontaniamo ma il senso di delusione continua a farsi sentire.

Pigramente adocchiamo la piazza e lo splendido Stadhuis, il Municipio, che si trova al centro della stessa.

 

 

 

Gouda, il Municipio

Gouda, il Municipio

 

 

 

E’ un edificio gotico del 1450 ed è uno dei più antichi dell’Olanda. Stretto ed alto, con pinnacoli che ne aumentano l’altezza fa bella mostra di sè con le imposte rosse e bianche. Sembra più un castello delle favole che un edificio pubblico. Ogni mezz’ora un antico carillon suona alcuni rintocchi accompagnati dalla danza di marionette che rappresentano duchi e conti della Borgogna.

 

 

 

Gouda, il Municipio

Gouda, il Municipio

 

 

Dietro al municipio si trova la pesa pubblica che veniva usata per pesare il formaggio, ora è adibita a museo. All’interno potrete trovare tutta la storia del famoso formaggio di Gouda, partendo dai pascoli fino al caseificio. Se vorrete assaggiarlo alla fine del percorso troverete una degustazione.

 

Nei dintorni di Gouda si trova Oudewater (noi ci abbiamo provato ma inutilmente, proprio non siamo riusciti a trovare questo piccolo paesino) famoso per la pesatura delle streghe. Oudewater aveva ottenuto dall’imperatore del Sacro Romano Impero la licenza di attestare l’appartenenza o meno alla stregoneria delle donne sospettate di praticare tale arte oscura.
Le sospettate venivano portate alla pesa pubblica e fatte salire su di un piatto di legno, sull’altro piatto venivano posti dei pesi per verificare se il peso della donna fosse quello suggerito dall’aspetto fisico. Se pesavano troppo poco erano considerate streghe e mandate al rogo. Tale pratica era giustificata dal fatto che si supponeva che le streghe dovessero essere leggerissime per poter volare sulla scopa. C’è chi racconta che le donne che dovevano essere mandate al rogo per qualche oscuro motivo venissero pesate con la Sacra Bibbia come contrappeso. In questo caso la donna doveva pesare meno della Bibbia stessa. Cosa assolutamente impossibile.

 

 

Ritorniamo a Rotterdam per una doccia ristoratrice e per mettere qualcosa nello stomaco. La fame inizia a farsi sentire.

Per la cena andiamo al ristorante Bazar, cucina etnica in un misto di Turchia e Persia. Locale arredato in stile e con buon gusto; portate leggermente abbondanti, speziate ma digeribili.

Noi ci siamo lanciati sulle costine di agnello alla griglia e su un piatto misto carne/verdure/riso.

Ottimo il rapporto qualità/prezzo.

 

 

Ristorante Bazar

Ristorante Bazar

 

 

 

Ristorante Bazar

Ristorante Bazar

 

 

Il giorno successivo dirigiamo la moto verso Kinderdijk , luogo a 18 km da Rotterdam. Qui trovate 19 mulini a vento e la zona è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

 

 

Kinderdijk, mulini a vento

Kinderdijk, mulini a vento

 

 

I mulini si trovano disposti lungo canali e servono (servivano perchè ora sono stati sostituiti da potenti pompe idrauliche) per mantenere costante l’acqua nei canali ed evitare che inondi le terre coltivate o adibite a pascolo. I più antichi risalgono al 1738 e sono in muratura, altri sono in paglia ed altri ancora in legno. I mulini servivano anche per ottenere le farine ed erano abitati tutto l’anno dai mugnai e dalle loro famiglie. Uno di questi mulini è visitabile ed è così possibile rendersi conto di quanto difficile potesse essere la vita di queste famiglie. Gli spazi sono ridotti all’essenziale con le macine e la camera degli adulti al pian terreno, le camere dei bambini (che potevano anche essere 10 o 12) al primo piano, la soffitta dove veniva affumicato il pesce che la famiglia pescava, il terzo piano con la parte terminale del camino ed il quarto piano con gli ingranaggi del mulino. Sopra stava la calotta che può ruotare di 360° e seguire i cambi del vento. Questa operazione era fatta manualmente dal mugnaio che prima arrotolava le vele sulle pale e poi girava la calotta.

 

 

Kinderdijk, Mulini a vento

Kinderdijk, Mulini a vento

 

 

Gli altri 18 mulini ormai sono proprietà private e gran parte sono abitati per cui le loro condizioni sono eccellenti.

Durante i mesi di luglio e di agosto ogni sabato, se le condizioni del vento lo permettono, tutti quanti vengono messi in funzione e lo spettacolo di cui si gode è eccezionale.

 

 

Kinderdijk, Mulini a vento

Kinderdijk, Mulini a vento

 

 

Kinderdijk

Kinderdijk

 

 

 

Durante l’inverno i canali si ghiacciano per il gelo e diventano piste di pattinaggio naturali.

 

Non fatevi mancare il tramonto, il sole dietro ai mulini vi offrirà la possibilità di fare foto superlative.

 

Di ritorno a Rotterdam ci fermiamo nuovamente al ristorante Bazar per riempire lo stomaco di falafel e di kebap d’agnello.

 

Continua al Capitolo 2