Marocco, la perla del Maghreb

Marocco, la perla del Maghreb

 

 

Tombe Merinidi

Tombe Merinidi

 

 

 

Marocco e subito si pensa al caos, al suq (suk, souk), alle bancarelle. Il Marocco non è solo questo, è anche cultura, arte e raffinatezza.

Da tempo volevamo assaporare i ritmi ed il caos marocchini, senza dimenticare la cultura ed i loro sapori, ma l’occasione non si presentava. All’improvviso ci troviamo coinvolti in un viaggio fotografico la cui meta era libera, un solo paletto da rispettare: il colore. La scelta della destinazione è immediata.

 

Atterriamo a Casablanca con in testa un itinerario ben preciso: Meknès, Fes, Chefchaouen, Rabat, Casablanca. Sei giorni a zonzo per il nord del Marocco e tante cose da scoprire, tanti sapori da assaggiare, tanto colore ogni giorno. Noleggiamo un’auto e partiamo.

 

La prima meta è Meknes e ci arriviamo in circa 4 ore percorrendo una splendida autostrada, i kilometri si susseguono in un tripudio di verde e di campi coltivati, colori sgargianti e colline che fanno da quinta. Ad un certo punto ci domandiamo se ci troviamo in Marocco o in Umbria.
Arriviamo a destinazione senza intoppi e troviamo abbastanza facilmente il Riad che ci ospiterà.

 

 

 

Meknes, la medina

Meknes, la medina

 

Il riad si trova nella medina (la città vecchia) e durante il tragitto per raggiungerlo (ci siamo persi un paio di volte nelle strette ed anguste viuzze, ma questo è inevitabile) abbiamo avuto un primo assaggio delle architetture e della caratteristica vita marocchina.

 

Arrivati al nostro riad e varcata la porta di ingresso rimaniamo a bocca aperta, davanti agli occhi abbiamo un ambiente da favola. Sembra di essere stati catapultati nel mondo delle mille e una notte.

 

 

Meknès. riad Bad Berdain

Meknès, riad Bad Berdain

 

Il termine riad, o più correttamente riyad, indica una forma di architettura spontanea tipica del Marocco. La si trova solo nella parte vecchia delle città, la medina, ed è un palazzo a più piani che si sviluppa intorno ad un cortile. La caratteristica principale è che le finestre danno solo sul cortile interno per una forma di pudore tipico del mondo arabo. Questi palazzi erano di proprietà di famiglie facoltose ed erano costituiti da molte stanze arredate in modo tipico, con il tempo sono caduti in disuso, soprattutto con l’avvento della modernità e la costruzione di nuove case al di fuori della medina. Dagli anni ’90 è iniziata una intensa opera di recupero a fini turistici restaurando e trasformando questi palazzi in hotel.

 

La medina di Meknès è contenuta, piccola e tranquilla. Non si differenzia dalle altre del Marocco se non nelle dimensioni e nel caos che genera.

 

Meknès medina

Meknès medina

 

 

Con il termine medina si intende la città vecchia, solitamente circondata da possenti mura e che costituisce la città originaria. E’ di chiara impronta araba ed in genere costruita a partire dal IX secolo D. C. ed è formata da un insieme caotico e disordinato di vicoli e viuzze che spesso creano un vero e proprio labirinto. All’interno si distinguono sempre tanti quartieri diversi delimitati da una porta di ingresso che indica in quale parte della città si sta entrando e che tipicamente presentano 5 cose: una moschea, una scuola coranica, una fontana, un forno e una piazza. Senza questi elementi non si può parlare di quartiere distinto dagli altri.

 

 

Fontana nella medina, Meknès

Fontana nella medina, Meknès

 

 

Sono onnipresenti i negozi, in realtà nulla più di un piccolo bugigattolo, e ti catapultano indietro nel tempo, ti sembra di stare in una bolla spazio-tempo dove tutto assume contorni sconosciuti.

 

 

panettiere a Meknes

 

 

Buffo, ma interessante scoprire che il panettiere cuoce il pane prodotto dalle donne, ognuna nella sua casa e per la famiglia, facendosi pagare qualche dirham in funzione della quantità, ed è così che ogni mattina c’è un andirivieni di donne e bambini che portano il pane al forno. Ogni famiglia ha la sua ricetta, chi usa coriandolo, chi cumino, chi altre spezie.

 

 

panettiere

 

 

 

trasporto merci in Marocco

trasporto merci in Marocco

 

 

commercio

 

 

 

Mastri ferrai, Meknes

Mastri ferrai, Meknes

 

Tantissimi anche i laboratori artigiani che lavorano i metalli.

 

 

 

artigiano

artigiano

 

 

 

Immancabili i gatti anche se in condizioni un tantino critiche.

 

 

Chat Marocaine

Chat Marocaine

 

Fès

 

 

 

Lasciamo Meknes per spostarci verso Fès.

 

 

Porta Monumentale a Fès

Porta Monumentale a Fès

 

 

 

A Fès alloggiamo nel cuore della medina ed abbiamo avuto qualche difficoltà ad orientarci. Trovandosi il nostro riad nella città murata ed avendo questa ben 14 porte di ingresso alla fine ci siamo arresi al’insistenza di un ragazzo che ci ha accompagnati fino a destinazione. Mancia obbligatoria.
Abbiamo rifiutato il servizio di guida turistica per non doverci sorbire l’itinerario deciso da altri e, soprattutto, le visite ai negozi “convenzionati” con la guida. Per una visita seria e davvero culturale della città e della sua storia chiedete al riad di procurarvi una guida certificata. Sarà un’esperienza completamente diversa e non dovrete declinare di continuo l’invito a visitare questo o quell’artigiano.

La parte più bella di Fès è la medina, la parte più brutta è la medina.

Vale la pena sapere che la parte più esterna è quella meno sicura per i turisti, è la porzione di città peggio frequentata, per cui tenetevene alla larga. Esistono, invece, due grandi direttrici centrali che formano un’ellisse ed intorno a queste un dedalo di viuzze. Gironzolate senza timore, guardate, annusate, fermatevi per un thè alla menta.

 

 

Fes, cena nel suq

Fes, cena nel suq

 

 

 

Fès macellaio

Fès macellaio

 

 

 

Fès

Fès

 

 

 

Fès

Fès

 

 

Tra le attrazioni di Fès ci sarebbero le sue moschee, ma queste non sono aperte ai non musulmani, così come le scuole coraniche. E’ possibile buttare un’occhiata veloce dall’esterno, ma non troppo insistentemente altrimenti verrete rimproverati da qualche fedele un po’ troppo solerte.

Interessanti i caravanserragli e la vecchia scuola coranica o Madrasa Bou Inania.

 

 

 

 

caravanserraglio

caravanserraglio

 

 

 

Fes, la Madrasa Bou Inania

Fes, la Madrasa Bou Inania

 

 

 

 

Gironzolando per Fès con la nostra guida ad un certo punto entriamo in una porticina che ci apre un mondo sotterraneo. Li sotto si trovano le caldere dell’hammam ed una grossa campana rovesciata all’interno della quale arde un fuoco continuo.

Scopriamo un mestiere antichissimo. Un addetto al fuoco passa la sua giornata a gettare manciate di segatura nella fornace che riscalda l’acqua fino all’ebollizione. Il vapore verrà convogliato all’hammam attraverso tubi e feritoie.

Interessantissimo anche il rito del bagno turco composto da più passaggi e caratterizzato dall’uso di prodotti specifici.

L’hammam è aperto al mattino ed alla sera per gli uomini e nelle ore centrali del giorno per le donne.

A questo link troverete la descrizione di un rito particolare e molto praticato.

 

 

 

sotterranei dell'hammam

sotterranei dell’hammam

 

 

Tornati in strada riprendiamo il nostro girovagare per la città.

Passiamo in vicoli stretti, svoltiamo in strettoie buie, attraversiamo passaggi coperti e ad ogni angolo un nuovo mondo. Ci perdiamo più e più volte, ripassiamo di continuo dagli stessi punti ma questo è il bello della medina più grande del mondo e Patrimonio Mondiale dell’Unesco.

 

 

Cortile della medina, Fes

Cortile della medina, Fes

 

 

 

Fès il suq

Fès il suq

 

 

Nelle parti scoperte si trovano i fruttivendoli, i verdurieri, i venditori di animali vivi.

 

 

Fès il suq

Fès il suq

 

 

 

Fès, il suq

Fès, il suq

 

 

Fès

Fès

 

 

 

Fès

Fès

 

 

Una cosa unica e che troverete solo a Fès sono le concerie.

La concia delle pelli è un’arte antichissima per ottenere le materie prime necessarie a realizzare capi di abbigliamento splendidi e di alta qualità.

 

 

Fes, le concerie

Fes, le concerie

 

 

Nel centro della medina si trovano questi agglomerati di vasche dove le pelli di cammello, mucca, capretto, pecora e vitello, ancora sporche, vengono gettate in bagni di acqua, guano di piccione e soda caustica. Dopo 60 giorni vengono trattate per togliere i peli ed i rimasugli di grasso sottocutaneo e quindi lavate in grosse centrifughe. A questo punto sono pronte per la colorazione ed immerse per altri 30 giorni in vasche che contengono acqua e pigmenti naturali, papavero per il rosso, zafferano per il giallo, caolino per il bianco, turchese per blu, menta per il verde e combinazioni di questi elementi per gli altri colori.

 

 

 

concerie

concerie

 

 

 

concerie

concerie

 

 

concerie

concerie

 

 

Sarà inevitabile farsi attrarre dalle tante realizzazioni degli artigiani del cuoio e lanciarsi in contrattazioni feroci per spuntare il prezzo migliore e portarsi a casa pezzi unici.

 

 

Dopo il caos del suq è necessario uscire dalla cinta muraria per poter respirare e rilassarsi.
Al di fuori della città vecchia è un mondo diverso.

 

 

Fès

Fès

 

 

A pochi passi dalla medina si trovano i resti delle Tombe Merinidi, a questo link un po’ di storia degli albori del Marocco e delle dinastie regnanti, ormai poca cosa rispetto allo splendore del passato.

Dal basso promontorio sul quale si trovano si gode una vista grandiosa sull’intera città.

 

 

Marocco del nord

Marocco del nord, Fès

 

 

Tombe Merinidi

Tombe Merinidi

 

 

Tombe Merinidi

Tombe Merinidi

 

 

Fès

Fès

 

 

 

Fès è una città straordinaria ma ti frastorna e quindi il mattino della partenza la lasciamo con un pizzico di sollievo. Direzione Chefchaouen impostata sul GPS e ci lasciamo tutto alle spalle.

 

Superiamo diversi passi montuosi, non altissimi ma impegnativi, e rimaniamo meravigliati dal paesaggio che ci accompagna. Sembra la nostra campagna tosco-umbra.

 

 

Marocco, altopiani del nord

Marocco, altopiani del nord

 

 

Marocco, altopiani del nord

Marocco, altopiani del nord

 

 

La sorpresa maggiore è stato scoprire le coltivazioni di grano, di orzo, di avena  ed alberi da frutta là dove ci aspettavamo solo montagne  e nulla più.

 

Marocco, altopiani del nord

Marocco, altopiani del nord

 

 

 

Marocco, altopiani del nord

Marocco, altopiani del nord

 

 

 

altopiani

altopiani

 

 

Chefchaouen

 

 

 

 

Dopo alcune pigre ore di viaggio in auto arriviamo a Chefchaouen, nessun problema a trovare il nostro dar (l’equivalente del riad) in quanto la città è piccola e molto più a misura di turista.

La prima cosa che si nota è il colore blu di cui sono dipinti i muri esterni, le porte, le finestre e persino le strade.

Mille diverse sfumature del blu che vanno dall’azzurro chiaro al blu elettrico.

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

Chefchaouen fu fondata da esiliati andalusi nel 1471, quando i re cristiano cacciarono i dominatori arabi dal sud della Spagna, sui monti del Rif ed abitata a lungo da popolazioni berbere.

Fu considerata città sacra e gli stranieri non vi potevano entrare fino a metà del XX secolo. Nella struttura urbanistica si trovano forti influenze andaluse, gli abitanti oltre all’arabo parlano lo spagnolo ed il colore blu rimane un mistero. C’è chi racconta che sia dovuto a credenze religiose dei primi ebrei che, insieme agli altri esuli andalusi, arrivarono in Marocco e chi dice che sia perchè il blu smorza la luce intensa del giorno diffondendo i toni dell’azzurro ovunque.

Chefchaouen è un centro tranquillo e che si muove lentamente, è la base dove rigenerarsi con un tuffo nella natura. Tante sono le escursioni sui monti del Rif alla scoperta di fattorie e coltivazioni, di berberi che lavorano nei campi e che vi mostrano le loro piante di marijuana la cui coltivazione in questa zona è legale. Attenzione però a non farvi pescare a consumarla o, peggio ancora, a prtarvela fuori dai confini della città !!!

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

Bellissimo gironzolare per le sue viuzze cercando l’acquisto giusto da fare o godendosi un thè nel patio dei tanti bar presenti.

 

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

Chefchaouen the blue pearl

Chefchaouen the blue pearl

 

 

 

RABAT

 

 

 

Ripartiamo da Chefchaouen dopo un’abbondante colazione in direzione Rabàt.

Questa è la capitale amministrativa del Marocco e se escludiamo la Kasbah degli Oudaïa  (costruita dagli Almoravidi), una piccola medina direttamente sul mare ed il Mausoleo di Mohamed V con la Torre di Hassan II, non c’è molto da vedere. E’ una bella città con una parte moderna che ospita i palazzi del governo e dell’amministrazione del paese, molti locali, ristoranti, bar ma assomiglia molto alle città occidentali. Manca il sapore del Marocco vero, il caos, il disordine e gli odori.

 

 

Rabat, spianata Mausoleo Mohammed V

Rabat, spianata Mausoleo Mohammed V

 

 

 

Rabat, spianata Mausoleo Mohammed V

Rabat, spianata Mausoleo Mohammed V

 

 

La capitale del Marocco fu fondata partendo da quella che ora è conosciuta come Kasbah, una piccola fortezza sull’oceano che ospitava i soldati in partenza per la difesa della Spagna. Con il tempo dal ribàt o fortezza (termine da cui deriva il nome odierno) si passò ad un villaggio di proporzioni consistenti fino ad una vera e propria città.

Abd al-Mumin e suo nipote, signori di impero che si estendeva dalla Castiglia fino a Tripoli, fecero progettare e costruire la cinta muraria e le fortificazioni che la difesero nei secoli. Fecero progettare anche una moschea grandiosa, la Moschea Hassan II, che doveva essere la più grande del mondo arabo. Alla loro morte il progetto venne abbandonato e della maestosità immaginata rimangono solo le oltre 200 colonne e la torre o minareto dal quale il muezzin avrebbe dovuto chiamare alla preghiera.
Da notare il fatto che il progettista della torre è lo stesso che progetterà la Giralda di Siviglia, entrambe sono sufficientemente grandi da avere una rampa priva di gradini per far si che il capo spirituale potesse salirci a cavallo.

 

 

Mausoleo Mohamed V

Mausoleo Mohamed V

 

 

Piacevolissima anche la porzione di passeggiata fronte oceano dove gli abitanti vanno bagnarsi oppure per il fresco della sera.

 

 

Rabàt

Rabàt

 

 

 

Rabàt, la passeggiata

Rabàt, la passeggiata con la medina sullo sfondo

 

 

 

CASABLANCA

 

 

A dire il vero Casablanca l’abbiamo visitata in un pomeriggio e quindi abbiamo vista solo la Grande Moschea, l’unica visitabile liberamente in Marocco, ed il famosissimo Harry’s Bar.

 

 

Grande Moschea di Casablanca

Grande Moschea di Casablanca

 

 

 

Grande Moschea Hassan II

Grande Moschea Hassan II

 

 

Il progetto è recente, iniziato nel 1987 e finito in 6 anni grazie al lavoro continuo di 30.000 artigiani marocchini. E’ una moschea immensa che ospita 25.000 fedeli nel suo interno e ben 80.000 nel piazzale, il suo minareto è il più alto del mondo con i suoi 210 metri disposti su 61 piani.

Il progettista è l’architetto Michael Pinseau e sorge su una linua di terra di fronte al mare perchè, come recita il Corano, “il trono di Dio fu costruito sull’acqua”.

Sulla sommità del minareto è posizionato un laser che punta verso la Mecca e può essere visto a 30 km di distanza.

 

L’interno ha richiami dell’architettura ebrea e cristiana come simbolo di unificazione tra le tre grandi religioni monoteiste.

 

 

 

Grande Moschea Hassan II

Grande Moschea Hassan II

 

 

 

Grande Moschea Hassan II

Grande Moschea Hassan II

 

 

Il tetto può essere aperto per migliorare l’aerazione durante le giornate molto calde.

 

 

Nella parte inferiore si trovano le sale per le abluzioni necessarie prime della preghiera e presentano fontane a forma di fiore di loto.

 

 

Grande Moschea Hassan II

Grande Moschea Hassan II

 

 

Esiste anche un hammam con un percorso tipicamente marocchino.

 

 

Grande Moschea Hassan II

Grande Moschea Hassan II

 

 

Per tutto il resto vi rimando al prossimo viaggio in Marocco.

 

 

 

 

 

 

 

 

Fès

Fès