Milano che non ti aspetti. Palazzo Reale, S. Babila, S. Carlo, S. Satiro (Capitolo 5)

official store Milano in Piazza San Babila

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PALAZZO REALE, S. SATIRO, S. Carlo, S. BABILa 

Trovandoci nei pressi del centro (in fondo, dal Castello Sforzesco  bastano dieci minuti a piedi per arrivare in Piazza Duomo) vale la pena adocchiare Palazzo Reale e S. Satiro, mentre, spingendoci in fondo a Corso Vittorio Emanuele II, potremo ammirare S. Carlo al Corso e S. Babila.
L’attuale Palazzo Reale fu concepito nel XIII secolo come Broletto Vecchio e divenne in seguito la residenza del primo signore di Milano, Matteo I Visconti, cambiando il nome in Palazzo Ducale. Allora era circondato da ettari di prati ed orti caratterizzati da peschiere, voliere ed animali esotici.  A partire dal 1330 Azzone Visconti lo fece ricostruire completamente con due ampi cortili interni e pare che le sale interne fossero state affrescate niente meno che da Giotto. Nei secoli subì incendi, trasformazioni, ricostruzioni e fu la sede dei governatori durante la dominazione spagnola e poi austriaca. Nel 1778 terminarono i lavori su progetto del Piermarini, che lo concepì con l’aspetto attuale, e da allora prende il nome di Palazzo Reale. Più tardi verrà occupato da Napoleone ed infine dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II.
Oggi viene usato come sede di esposizioni temporanee e del museo del Duomo.

 

 

 

Percorrendo i portici di Piazza Duomo si giunge all’incrocio con via Torino dove, poco più avanti e ben nascosta tra due palazzi, possiamo ammirare la chiesa di Santa Maria presso San Satiro

 

 

san satiro esterno

san satiro esterno

 

 

L’impianto originale è dell’anno 879 quando l’arcivescovo Ansperto decise di far costruire un luogo di culto in onore di Satiro, fratello di sant’Ambrogio. Nel 1036 la chiesa fu ingrandita e nel 1476 assunse l’aspetto attuale cambiando anche nome, divenne, infatti, Santa Maria presso San Satiro. Il progetto di quest’ ultimo ampliamento è opera del Bramante e la facciata dell’Amadeo, anche se quest’ultima non fu mai terminata per contrasti con il Bramante stesso. L’attuale facciata risale alla fine del 1800 quando la chiesa subì una pesante ristrutturazione.
Dall’esterno si vede quello che è conosciuto come il Sacello di San Satiro, unica testimonianza della costruzione originaria, ed il campanile della fine del X secolo. Questo, insieme al campanile di sant’Ambrogio, costituisce il modello fondamentale dei campanili romanico-lombardi. All’interno spicca la prospettiva dell’abside realizzata dal Bramante stesso dove, in uno spazio di soli 97 centimetri e con uno studio prospettico strepitoso, portò a compimento un vero capolavoro.

 

san satiro interno

san satiro interno

 

 

A destra, rispetto all’ingresso, troverete il battistero o sacrestia bramantesca con pianta ottagonale, decorato da bassorilievi in terracotta realizzati dal De Fondulis su disegno dello stesso Bramante ed al centro una splendida fonte battesimale. Importante la Pietà del De Fondulis contenuta nel Sacello di San Satiro (quello che resta della costruzione del IX secolo) e posta sopra l’altare, si tratta di 14 figure in cotto policromo.

 

 

sacrestia di san satiro con fonte battesimale

sacrestia bramantesca di san Satiro con fonte battesimale

 

 

 

 

Chiesa di San Satiro

Chiesa di San Satiro

 

 

Tornando in Piazza Duomo e percorrendo tutto corso Vittorio Emanuele troverete, alla vostra sinistra, S. Carlo al Corso. Questa chiesa fu progettata dall’architetto Carlo Amati il quale si inspirò senza mezze misure al Pantheon di Roma, non solo nel ciclopico spazio interno ma anche nel colonnato e nel porticato esterno. Si tratta di una edificio in stile neoclassico a mio parere molto più bello nella parte interna, dalla caratteristica pianta circolare.

 

san carlo al corso m

S. Carlo al Corso

 

 

 

interno S. Carlo al corso, Milano

interno S. Carlo al corso, Milano

 

 

 

Notevole la cupola costruita senza l’ausilio di centine e che poggia su un alto tamburo.

 

 

cupola s. carlo al corso, Milano

cupola s. carlo al corso, Milano

 

 

 

Tornati in corso Vittorio Emanuele in dieci passi ci troviamo in piazza S. Babila dove, all’angolo con Corso Venezia, si trova la Basilica Collegiale Prepositurale di S. Babila.

 

La storia di questa basilica è controversa, alcune teorie la fanno risalire al III secolo quando Babila, allora vescovo di Antiochia, giunse a Milano per fondare la chiesa sui resti di un tempio pagano dedicato al sole. Altre teorie collegano la costruzione della basilica alla diffusione del culto di S. Babila dall’oriente all’occidente. La storia, più verosimilmente, ci dice che le origini risalgono al 1100 con la costruzione di una chiesa intitolata ad Concilia Sanctorum (all’adunanza dei Santi). L’unica certezza è che questa basilica ha subito tanti e tali rimaneggiamenti e modifiche nei secoli (soprattutto nel XVI, XVII e XX secolo) che l’aspetto odierno non ha più nulla a che fare con l’impianto originale.

 

 

 

Basilica di San Babila

Basilica di San Babila

 

 

La sua bellezza sta ormai solo nella facciata in stile neo-romanico mentre l’interno a 3 navate (in origine a navata unica) non mostra nulla di particolare.

 

 

 

san babila interno

san babila interno

 

 

In Piazza San Babila non è infrequente trovare spettacoli di artisti di strada, ballerini, musicisti, giocolieri, per trascorrere qualche minuto in relax.

 

 

Breakdance in piazza San Babila, Milano

Breakdance in piazza San Babila, Milano

 

 

artisti di strada

artisti di strada a Milano

 

 

street in Milano, breakdance in Piazza San Babila

street in Milano, breakdance in Piazza San Babila

 

 

 

artista di strada a Milano

artista di strada a Milano