Maggio 2016

New York, la Grande Mela

NEW YORK, la grande mela

 

New York, la Grande Mela, the Big Apple, Gotham City, la città che non dorme mai, tantissimi sono i nomignoli di questa straordinaria città.

 

 

 

New York, the 7th

New York, the 7th

 

Cosa si può dire o scrivere che non sia già stato detto o scritto ? Credo nulla. Si possono trovare guide, resoconti, reportage, itinerari, tour fotografici e suggerimenti in ogni dove.

 

https://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&rlz=1C1EODB_enIT645IT645&ion=1&espv=2&ie=UTF-8#q=new%20york

 

Sito ufficiale di NYC

http://www1.nyc.gov/

 

 

Mi limiterò a raccontare il mio viaggio proponendovi una serie di fotografie e di luoghi visitati.

 

Una delle cose che amo di più di NYC è la metropolitana. Perchè la metro con tutto quello che propone una città del genere?! La amo perchè è comoda, è veloce, arriva in ogni angolo della città, ti permette di spostarti da un un capo all’altro della grande mela in una manciata di minuti, ma soprattutto perchè è un ricettacolo ed una vetrina di vita quotidiana incredibile.

 

 

NYC metro

NYC metro

 

 

 

New York, metro

New York, metro

 

 

Indispensabile, per essere veloci con i mezzi pubblici, la metro card che potrete acquistare in una qualunque stazione della metro dai distributori automatici, 1 dollaro per la tessera e 3 possibili ricariche: 3 giorni, 7 giorni oppure 30 giorni.
A questo punto siete pronti per l’avventura.

 

 

Tappa obbligatoria è Manhattan, la New York dei film, dei videoclip, delle foto che circolano in rete, insomma la metropoli che tutti abbiamo in testa.

 

 

NYC, Manhattan

NYC, Manhattan

 

Il miglior colpo d’occhio su Manhattan lo avrete da Brooklyn, più precisamente dai Docks. Questi sono i vecchi depositi commerciali di NYC posizionati a Brooklyn sulle rive del fiume, dove sfocia nella baia. La zona è stata recuperata di recente dalla desolazione in cui versava, i depositi sono stati restaurati ed adibiti a ristoranti, locali od abitazioni alla moda.

 

Ora ci trovate negozi di lusso, uffici delle firme di prestigio e appartamenti da urlo.

 

 

New York, Brooklyn

New York, Brooklyn

 

 

 

Brooklyn's Hills

Brooklyn’s Hills

 

 

Brulicano di vita, di persone che passeggiano, che ammirano lo skyline o che si godono un coffee nei tanti cafè e bakery.

Brooklyn è un vero meltin pot di razze: europei, asiatici, neri, nativi americani ed ispanici. Gli abitanti di questa zona di New York, in base ai censimenti ed alle statistiche ricavate, discendono da immigrati italiani, irlandesi, russi, polacchi, ucraini, tedeschi ai quali si sono poi aggiunti ispano-americani dominicani, messicani e di Puerto Rico. Circa metà dei residenti parla una seconda lingua oltre all’inglese e tramanda tradizioni, musica e cibo dei loro antenati.

 

 

Imponente la vista del Brooklyn Bridge con Manhattan sullo sfondo

 

 

NYC

NYC

 

 

 

NYC OY

NYC OY

 

 

 

 

Manhattan

Manhattan

 

 

NYC

Brooklyn Bridge

 

 

 

NYC

Brooklyn Bridge

 

 

 

 

 

Brooklyn Bridge

Brooklyn Bridge

 

 

Addentrandovi nelle vie e viuzze troverete i tipici palazzi in mattoni rossi, viali alberati, strade pulite e tutto trasmette un senso di ordine. Ovviamente sempre con vista su Manhattan !

 

 

 

New York, Brooklyn

New York, Brooklyn

 

 

Brooklyn si identifica con l’omonimo ponte, divenuto il simbolo dell’intera città di New York, una delle icone della modernità e, contemporaneamente, l’anello che congiunge il passato con il futuro.

Il ponte è un capolavoro di ingegneria dell’ottocento, progettato dall’architetto John Augustus Roebling e costruito tra il 1867 ed il 1883.

Alla sua realizzazione contribuirono oltre 600 operai specializzati e l’opera fu costellata di tragedie più o meno gravi: molti furono gli operai che morirono durante il lavoro, l’architetto Roeblin si feri gravemente durante una ricognizione mentre era a bordo di un traghetto. Fu necessario amputargli le dita di un piede ma i ferri usati durante l’operazione gli trasmisero il tetano portandolo a morte. Il progetto fu continuato dal figlio, Washington Roeblin, che contrasse la “malattia dei cassoni” dovuta alle continue differenze di pressione durante le immersioni per controllare i basamenti del ponte. Questa malattia lo inchiodò, paralizzato, su di una sedia a rotelle ma non gli fece perdere lo spirito necessario per seguire i lavori dalla sua casa a Brooklyn Heights con l’aiuto di un cannocchiale. Fondamentale fu l’apporto della moglie che riferiva agli operai le direttive e le correzioni da apportare.

Nonostante tutto il ponte di Brooklyn è stato il ponte sospeso più lungo del mondo ed il primo ad essere costruito con la tecnica dei cavi d’acciaio. Per molti anni, inoltre, le sue torri sono state le costruzioni più alte dell’emisfero occidentale.

 

 

New York, ponte di Brooklyn

New York, ponte di Brooklyn

 

 

 

New York, Brooklyn Bridge

New York, Brooklyn Bridge

 

 

 

Manhattan per estensione e per tipologia di quello che gli anglofoni chiamano urban-skype rappresenta una città a sè stante, i grattacieli si trovano qui, le avenue tanto celebrate nei film e nei clips le trovate qui, Wall Street si trova qui. Oltre a questo ci sono negozi di ogni tipo e per ogni tasca, i musei principali, la Public Library, Macy’s, i taxi sfreccianti, i ragazzi in bici che fanno le consegne ed i “buildings” più famosi.

 

 

NYC

NYC

 

 

NYC, Rockefeller Center

NYC, ingresso Rockefeller Center

 

 

 

NYC, Urban coWboy

NYC, Urban cowboy

 

 

Passeggiare a Manhattan è un’esperienza unica, è uno dei pochi posti al mondo in cui i turisti si riconoscono immediatamente: stanno spesso con il naso all’insù !

Se ne vedono ad ogni angolo tra le avenue e le street, colpa dei grattacieli che si stagliano verso l’alto.

 

 

Columbus Circle

Columbus Circle

 

 

 

NY, 5th

NY, Freedom Tower

 

 

 

Nose UP NYC

Nose UP NYC

 

 

New York

New York

 

 

Giù giù nel “financial district”, là dove c’erano le torri gemelle, ora c’è la Freedom Tower e due enormi fontane che cadono verso il basso, proprio là dove c’era il WTC, e sotto si trova il 9/11 Memorial.  Si tratta di un memoriale del disastro delle Torri Gemelle, è crudo e duro ma deve essere visto.

 

 

 

9/11 memorial

9/11 memorial

 

 

New York

New York

 

 

 

Di fronte alla Freedom Tower sta risorgendo il World Trade Center Transportation Hub, centro nevralgico del traffico ferroviario.

La struttura è opera di Santiago Calatrava ed è conosciuta come Oculus, rappresenta un altro dei meravigliosi deliri architettonici del famosissimo architetto. Nei giorni in cui mi trovavo a New York era ancora chiuso ed all’esterno era ricoperto da impalcature (porca zozza ! )

Qui trovate le foto ed i rendering della struttura:

https://www.google.it/search?q=oculus+wtc&rlz=1C1EODB_enIT645IT645&espv=2&biw=1366&bih=705&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwimjKuFusjMAhWH2hoKHauzCL4Q_AUIBigB

 

NYC, Wall Street

NYC, Wall Street

 

 

 

9/11 Memorial

9/11 Memorial

 

 

Quando vi trovate sulla piazza del memoriale non rinunciate alla salita fino al 102mo piano della Freedom !

Lo spettacolo a 360° sull’intera città vi lascerà senza respiro.

 

 

NYC

NYC

 

 

NYC

NYC

 

 

NYC

NYC

 

 

A Wall Street è interessante la “Trinity Church”, chiesa di confessione episcopale che crea un netto contrasto tra le sue forme neogotiche ed i grattacieli del district.

Questa chiesa ha un posto d’onore nella storia di New York in quanto è il più antico edificio religioso in uso nella città, in particolare la Cappella di Saint Paul che è il nucleo originario della chiesa.

Nel 1677 fu stipulato il contratto con la corona inglese per un piccolo appezzamento dove costruire una chiesa per gli abitanti del tempo, fu concesso a fronte di un modico canone annuo da versare a Guglielmo III d’Inghilterra. Nel 1776 subì il grave incendio di New York e fu ricostruita nel 1790.

Nel cimitero a fianco sono sepolti i Padri Fondatori degli Stati Uniti e, fino al 1890, la Trinity Church era il più alto edificio di tutta la città.

 

 

Trinity Church

Trinity Church

 

 

 

A Wall Street si trova lo stock exchange, la Borsa statunitense, ma è un edificio anonimo che passerebbe inosservato se non ci fossero le bandiere a stelle e strisce sulla facciata ed i poliziotti all’esterno.

 

 

Wall Street Stock Exchange

Wall Street Stock Exchange

 

 

Più interessante il Federal Hall Museum che si trova sulla stessa piazzetta. Fu eretto nel 1842 al posto del vecchio Campidoglio di New York come sede della dogana. Nel 1925 divenne un museo. E’ fortemente ispirato al Partenone, ha una pianta circolare ed una serie di colonne corinzie. Davanti è stata eretta una statua di George Washington, nel luogo in cui giurò come primo presidente degli Stati Uniti d’America.

 

 

Museum

Federal Hall Museum

 

 

 

Spostandosi verso est a piedi, per buttare l’occhio qua e là mentre si cammina per giungere a Chinatown, si passa dinanzi alla Justice Court, edificio in stile neoclassico di particolare imponenza e reso famoso nella serie TV “Law & Order” .

 

 

Court of Justice

New York Justice Court

 

 

Sul lato sinistro della Justice Court si trova l’Office of the City Clerk dove i newyorkesi vanno a sposarsi. Se vi fermate anche solo 10 minuti avrete l’impressione di essere davanti ad un “matrimonificio” tante sono le coppie che escono, lei rigorosamente in bianco e lui con abito firmato. Dinanzi all’ingresso un ambulante si arricchisce preparando, con molto buon gusto, bouquet di fiori per le coppie.

 

 

 

Office of the City Clerk

Office of the City Clerk

 

 

 

Il quartiere cinese famoso in tutto il mondo è davvero unico nel suo genere; gli edifici in classico stile newyorkese hanno accolto un popolo dalle tradizioni lontanissime, persone indaffaratissime sfrecciano ovunque borbottando nella loro lingua, i profumi del cibo invadono le strade.

 

 

 

Chinatown

Chinatown

 

 

 

Chinatown, NYC

Chinatown, NYC

 

 

Visitate i negozi di alimentari e vedrete cibi stranissimi, gamberi, meduse (jelly fish), pesci particolari, funghi neri, il tutto rigorosamente essicato, insieme a verdure per noi inusuali.

I clienti scelgono con attenzione annusando tutto, schiacciandolo tra le dita, rimirandolo fino a quando non sono convinti di aver scelto bene. La cosa è divertente per chi assiste ma molto poco igienica !!!

 

 

Chinatown

Chinatown

 

 

Tante, tantissime le pescherie con tutto quanto in mostra e con il pescivendolo che trancia tutto quello che viene scelto.

 

 

Chinatown

Chinatown

 

 

Per gli amanti della cucina cinese quella di recarsi in un ristorante di Chinatown è un’esperienza da provare. Io ho mangiato al 456 Shang Hai di Mott street, 69

 

 

456 Shang Hai

456 Shang Hai

 

 

Serata unica e favolosa, ho mangiato una zuppa gelatinosa piena di verdure e pesce (un sapore veramente speciale), gamberoni in salsa agro-dolce-piccante, ravioli di carne e di pesce e jelly fish con salsa di soia piccante, il tutto con un ottimo tè verde bollente. Esperienza favolosa !

 

Tanti anche i ristoranti dove gustare l’anatra. Mille modi diversi di cucinarla ma sempre buona.

 

 

Chinatown, NYC

Chinatown, NYC

 

 

 

Lì accanto c’è Little Italy e sembra davvero di trovarsi a casa. Ristorante da Salvatore con amatriciana come piatto della casa, pizzeria Sorrento, trattoria da Mamma Lia. Gli imbonitori dei locali riconoscono immediatamente gli italiani e li invitano ad entrare scambiando battute in dialetto.

 

 

Little Italy, NYC

Little Italy, NYC

 

 

A Little Italy è semplicissimo trovare il negozio che espone l’insegna ” mozzarella, capocollo, prosciutto crudo” oppure la pasticceria siciliana con i cannoli o le cassatine

 

 

NYC, Little Italy

NYC, Little Italy

 

 

ma la vera Little Italy, quella che crebbe con l’ondata di immigrazione tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, non esiste più.
Le decine di migliaia di immigrati italiani, che tentavano di fuggire dalla povertà, che abitavano allora i 50 blocchi su cui si estendeva Little Italy, ora sono poche centinaia concentrati tra Mulberry e Canal street. La maggior parte dei discendenti dei primi immigrati italiani vivono a Brooklyn.

 

In compenso la piccola Chinatown degli inizi del ‘900 si sta sempre più allargando inglobando anche Little Italy.

 

 

New York, Little Italy

New York, Little Italy

 

 

 

Proseguendo si giunge a Soho.

SoHo è l’acronimo di South of Houston, è un quartiere molto trendy ed alla moda caratterizzato dalle tipiche case con le scale all’esterno con la più alta concentrazione di ghisa al mondo. Questa particolarità è dovuta al fatto che la ghisa era un materiale più economico della pietra e dei mattoni, inoltre permetteva alle fonderie di stampare decorazioni di facciata prefabbricate. Divenne una delle caratteristiche peculiari dell’architettura dell’ottocento ed ora questi palazzi sono diventati una rarità industriale ed il quartiere mostra un complesso architettonico unico, armonioso ed inimitabile. E’ denominato SoHo Cast-Iron Historic District.

Molti sono i mural che decorano le facciate dei palazzi

 

Soho, NYC

Soho, NYC

 

 

Soho, NYC

Soho, NYC

 

 

SoHo è sempre stato il centro degli artisti ed ancora oggi si trovano gallerie d’arte e atelier di pittori o scultori oltre a numerosissime boutiques e negozi di lusso.

 

 

A questo punto prendiamo la metropolitana e ci fiondiamo sulla 5th avenue scendendo alla stazione di Saint Patrick.

Saint Patrick è la chiesa di confessione cattolica romana più importante di NYC.

Costruita in stile neo-gotico, presenta una facciata bianca e l’interno a somiglianza delle principali chiese gotiche europee.

Le vicende che portarono alla costruzione della cattedrale di Saint Patrick sono piuttosto curiose: nl 1813 il terreno su cui sorge la cattedrale fu concesso per la costruzione di una scuola cattolica, il progetto fallì tre anni dopo e venne costruito un orfanotrofio. La comunità trappista in esilio che lo gestiva rientrò in Francia dopo la caduta di Napoleone e così alla direzione subentrarono i cattolici. Nel 1850 la diocesi di New York venne trasformata in arcidiocesi da Papa Pio IX e l’arcivescovo decise di costruire un nuovo luogo di culto dove sorgeva l’orfanotrofio. Perchè una cattedrale cattolica in un paese a larga maggioranza protestante ? Perchè allora gli irlandesi, popolo cattolicissimo, costituivano un quarto della popolazione. La chiesa di Saint Patrick prese le veci della piccola chiesa di San Patrizio che si trovava a Little Italy.

 

 

St. Patrick, NYC

St. Patrick, NYC

 

 

Di fronte a San Patrizio troviamo la St. Thomas Episcopal Church di fede protestante.

Come la cattedrale cattolica, mostra un ambiente imponente anche se più austero e vetrate a mosaico.

Le cose interessanti sono molte, ma le più importanti sono rappresentate dalle vetrate, dall’altare e dal coro di cantori.

Le vetrate furono disegnate e realizzate dal grandissimo vetraio inglese James Hogan e rappresentano il suo capolavoro assoluto.

 

L’altare è realizzato su disegno dell’architetto Bertram Grosvenor Goodhue ed è stato scolpito da Lee Lawrie, è un’opera sublime che riprende lo stile gotico interpretandolo in chiave moderna.

 

Il vero punto di forza di St. Thomas è il coro di cantori.

Il coro maschile, composto da uomini e ragazzi, fu fondato nel 1919 ed oggi è considerato il coro Anglicano più rappresentativo; tra i suoi membri vi sono alcuni cantori professionisti tanto tra gli uomini quanto tra i ragazzi. Ogni domenica la messa è cantata dall’intero coro e durante l’anno offrono alcuni concerti di musica sacra. Hanno all’attivo anche un importante numero di incisioni su CD e tournée a livello mondiale.

 

A questo link trovate una serie di interpretazioni del coro.

 

New York, St Thomas Episcopal Church

New York, St Thomas Episcopal Church

 

 

 

New York, St Thomas Episcopal Church

New York, St Thomas Episcopal Church

 

 

 

Interessante anche la parte laterale con una cripta per le funzioni.

 

 

St. Thomas Episcopal Church, NYC

Cripta di St. Thomas Episcopal Church, NYC

 

 

 

Impossibile perdersi la salita al Rockefeller Center, dalla cui terrazza potrete godere della vastità di New York con l’Empire State Building proprio davanti al vostro naso.

Favoloso andarci al tramonto, quando una calda luce rossa avvolge l’intera città o a notte inoltrata.

 

 

New York City, vista dal Rockefeller Center

New York City, vista dal Rockefeller Center

 

 

 

Se vi trovate sulla 5th  visitate la Public Library.

La Public Library non è solo una biblioteca, ma un’istituzione della città; pensate che ogni anno varcano la soglia d’ingresso più di 16.000.000 di persone. Oltre a libri di ogni genere offre anche strumenti multimediali, si possono consultare libri, audiovisivi, mappe e molto altro.

Attualmente è costituita da 87 biblioteche: quattro specializzate da cui non è possibile prendere libri in prestito, quattro principali che prestano i volumi, una biblioteca per i non vedenti e diversamente abili e 77 biblioteche suddivise nelle filiali degli altri quartieri, Manhattan, Bronx e Staten Island.

 

 

New York, The Public Library

New York, The Public Library

 

 

Al suo interno si trovano diverse sale, tutte splendidamente decorate e fornite di tutto quello che serve per trovare ciò che cercate.

 

 

New York, The Public Library

New York, The Public Library

 

 

 

Durante il peregrinare su e giù per New York passerete più volte per il Grand Central Terminal. E’ la stazione ferroviaria più importante della città e fu costruita nel 1871 con il nome di Grand Central Depot che divenne Grand Central Station e quindi, quando le autorità cittadine vietarono i treni a vapore, Grand Central Terminal. Come suggerisce il nome è il capolinea per cui nessun treno la attraversa !

 

Tra le curiosità vale la pena ricordare che ogni giorno passano circa 1 milione di persone e nei giorni di festa ben oltre, ha una galleria acustica posizionata nell’atrio, è la stazione ferroviaria più grande del mondo, ha il soffitto affrescato al contrario (l’errore fu commesso perchè furono interpretati male i bozzetti e quindi la volta celeste raffigurata non è vista dalla posizione dell’uomo ma da quella di Dio), ha 10 enormi lampadari decorati in oro e recanti 110 lampadine ognuno, ovunque si trovano sculture con ghiande e foglie di quercia perchè la ghianda è il simbolo della famiglia Vanderbild che costrui il Grand Terminal, all’esterno c’è l’orologio a 4 facce di Tiffany valutato oltre 10 milioni di dollari, gli orologi sono tutti avanti di 60 secondi per dare ai passeggeri un minuto in più per giungere al loro treno, ci sono ristoranti e bar costosissimi (Oyster Bar ad esempio), infine ha anche un campo da tennis al 4° piano dove dovrete spendere, se volete giocare, dai 100 ai 300 dollari l’ora a seconda del giorno della settimana e della fascia orario in cui prenoterete.

Insomma una visita è d’obbligo !!!

 

 

 

New York, The Grand CentarlTerminal

New York, The Grand CentarlTerminal

 

 

 

New York, The Central Terminal

New York, The Central Terminal

 

 

 

 

Spendete una mattinata a passeggiare sulla High-Line, la ex-metropolitana sopraelevata ora trasformata in un parco lineare. Agli inizi dello sviluppo dei trasporti pubblici la metropolitana era costruita in superficie come struttura sopraelevata, solo con il tempo fu sostituita dai tunnel sotterranei. Quella che era la West Side Line è sopravvissuta ed è stata trasformata in un parco lineare.

 

 

New York, The High Line

New York, The High Line

 

 

La partenza ideale è giù sulle sponde dell’ Hudson River, in fondo alla 11th avenue. La zona è in parte industriale e poco invitante, ma la partenza sta lì.

 

 

Alone

Alone

 

 

Il percorso si snoda tra i grattacieli ed i palazzi per giungere fino alla 20a street ed un nuovo troncone che arriva alla 30a è di imminente apertura. La High-Line deve la sua sopravvivenza agli abitanti dei palazzi che si affacciavano sui binari: quando l’amministrazione comunale propose il totale abbattimento si costituirono in un comitato denominato “High-Line friends” e si opposero allo smantellamento, proponendo la sua trasformazione in percorso pedonale. Se ne occuparono studi di urbanistica e di progettazione con architetti famosi ed il risultato è quello che possiamo vedere.

Percorrendola sembra di stare in un film, ci si immagina in una pellicola famosa chiusi in una delle stanze che guardano i binari e si sente lo sferragliare dei vagoni mentre un’insegna al neon manda una pallida luce gialla sui muri.

 

 

 

Bello il paesaggio che si offre alla nostra vista con la parte West in larga parte recuperata ed abbellita.

 

 

 

 

 

Poteva mancare Central Park ? Certo che no !

Central Park è IL PARCO cittadino per eccellenza, è situato nella uptown tra i quartieri residenziali: East Village e West Village.

 

 

New York, Central Park

New York, Central Park

 

 

Il parco, progettato nel 1856, fu progettato da Frederick Law Olmsted e Calvert Vaux e, anche se sembra naturale, è opera dell’uomo. Era una zona di cave, paludi e baracche. Quando la popolazione di New York quadruplicò, tra il 1821 ed il 1855, gli abitanti iniziarono a sentire il bisogno di uno spazio verde pubblico per sfuggire al caos della città. Allora esistevano solo i cimiteri e pochi altri spazi aperti. Grazie all’intuizione di Vaux vennero sgomberati gli abitanti delle baracche, per lo più irlandesi e tedeschi, ed ebbero inizio i lavori. Innovativa l’idea di separare i percorsi per chi passeggiava, i cavalli ed altri veicoli; furono progettati laghi e ben 36 ponti in materiali che andavano dalla pietra alla ghisa ed al ferro.

 

 

New York, Central Park

New York, Central Park

 

 

Con il tempo furono bonificate altre zone a nord fino a raggiungere l’estensione attuale.

Oggi all’interno del parco troviamo campi da gioco per diversi sport, aree di totale relax, aree gioco per i bimbi, laghi, 2 ristorante ed alcuni bar, piste e sentieri per il running e per chi ama i roller.

Durante la bella stagione si tengono spettacoli teatrali e concerti, probabilmente è il parco che più volte fa da cornice a storie d’amore e film.

Bellissima la vista verso i grattacieli stando sulle sponde del laghetto delle papere.

 

 

New York, Central Park

New York, Central Park

 

 

 

E per mangiare dove si va ???

Niente di più semplice in una città come New York. Sulla 11a Avenue trovate Hell’s Kitchen con ristoranti di ogni tipo, qui io ho assaggiato un favoloso hamburger con una birra spillata Sam Adam’s da 5 Napkins, oppure una T-bone o un Texas Ribbs da Virgil’s sulla 6th, astici ed aragoste da Red Lobster vicino a Times Square, gamberi e gamberoni di ogni tipo da Bubba Gump.

Io mi sono regalato una super bistecca da Peter Luger, in assoluto la migliore, o una delle prime 3 steackhouse a New York. Carne eccellente e buon vino della California, servizio sbrigativo ma cortese. Attenzione che accettano solo contanti oppure la Luger card che ovviamente non avrete ! Prenotate con largo anticipo.

 

Tra le particolarità di New York ci tengo ad elencarne alcune: è inutile cercare gli Starbucks per fare pipì, al massimo ci si concede un caffè per scroccare il wi-fi, è sufficiente entrare in un hotel e chiedere dove si trova la toilette (nessuno vi caccerà in malo modo), lasciate perdere McDonald, è frequentato solo dai turisti, ricordatevi di lasciare la mancia quando salderete il conto al ristorante (calcolate una cifra tra il 15 ed il 20 % del totale), visitate il piano inferiore del Grand Center Terminal e troverete ristoranti e finger-food di ogni tipo, entrate in tutti i grattacieli pubblici e delle aziende perchè c’è sempre una parte aperta al pubblico e spesso troverete architetture ed arredamenti favolosi.

 

 

Una dedica speciale a Marina, so che prima o poi ci andrai. Magari ci andremo insieme !

 

New York, School Bus

New York, School Bus

 

 

 

 

New York

New York

 

 

 

 

times square

Times Square

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

New York,

New York,

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

 

New York

New York

 

 

 

Villa Arconati

 

VILLA ARCONATI

 

 

Villa Arconati conosciuta anche come il Castellazzo si trova a Bollate, più precisamente nella frazione Castellazzo di Bollate, a due passi da Milano.

 

 

Villa Arconati, esterno

Villa Arconati, esterno

 

 

Villa Arconati è una villa settecentesca in stile barocchetto lombardo ed è una delle ville storiche del Parco delle Groane.
Il nucleo attuale di Villa Arconati si sviluppò intorno ad un nucleo preesistente a partire dal secolo XVII, raggiungendo il suo massimo splendore nel XVIII. L’artefice principale di questa villa fu il conte Galeazzo Arconati, celebre collezionista che vantava tra le opere possedute il Codice Atlantico di Leonardo e la statua romana di Tiberio,  ma contribuirono anche altri personaggi appartenenti alla famiglia Arconati. I proprietari della villa investirono molto denaro nella realizzazione e nell’abbellimento della struttura, tanto da farla diventare una delle più belle ville di delizie del milanese.

Verso il finire del XVIII secolo la villa passò alla famiglia Busca ed ai primi del ‘900 ai Crivelli. Dopo un lungo periodo di degrado e di abbandono fu acquistata da una immobiliare milanese nel 1990 ed ora, dopo che un incendio produsse ingenti danni nel 2015, sono iniziati i lavori di restauro e di mantenimento.

Entrati attraverso il portone d’ingresso ci si para davanti il cortiletto interno dal quale parte il viale che conduce ai giardini. Qui sono evidenti gli interventi conservativi effettuati per riportare la struttura al suo antico splendore.

 

 

Villa Arconati, il cortile

Villa Arconati, il cortile

 

 

In fondo al vialetto si trova il teatro all’aperto con una fontana (in fase di restauro) ed una bellissima allegoria di Diana cacciatrice.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

Tutto attorno alla villa si trova un giardino francese ed una parte boscosa. In origine era un fantastico giardino all’italiana ricco di siepi, fiori e fontane e, nella parte boscosa si trovava un labirinto abbellito con statue e rappresentazioni di scene di caccia.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

Dal cortile interno

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

si accede alla porzione esposta a sud che è stata abbellita da una finta facciata per rendere piacevole la vista della villa agli ospiti che si trovavano a passeggiare nel giardino.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

Dal cortiletto si entra nela limonaia (in francese “orangerie” suona più elegante) dove venivano conservati gli agrumi e le piante delicate nella stagione fredda. E’ stata completamente restaurata e, al suo interno, è possibile vedere l’ingegnoso sistema di “condizionamento” realizzato. Si tratta di feritoie semicircolari lungo tutta la parete lunga dalle quali fuoriusciva l’aria raffreddata, ma a temperatura costante, dalla ghiacciaia che si trovava più in profondità sotto alla limonaia stessa. Aria che percorreva una serie di cunicoli prima di giungere in superficie. Ovviamente serviva per raffreddare la temperatura interna durante la stagione calda.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, la limonaia

 

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, le feritore che portano aria fresca dalla ghiacciaia interrata

 

 

Il vero splendore della villa si trova nelle stanze interne. Sulla sinistra, salendo una scala meravigliosamente intagliata nella pietra e con le pareti ed il soffitto affrescati, si arriva al piano nobile.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, la scala

 

 

Qui si trova una meravigliosa sala di attesa completamente affrescata con la narrazione del mito di Fetonte, figlio di Apollo, che viene fulminato da Giove mentre cavalca il carro del Sole (rappresentato da una biga trainata da cavalli). Fetonte, secondo la mitologia greca, era figlio di Apollo e della ninfa Climene e per dimostrare a Epafo che Apollo era suo padre lo pregò di lasciargli guidare il carro del Sole. Dapprima salì troppo in alto bruciando una parte di cielo, da cui nacque la Via Lattea, e poi troppo in basso bruciando la Libia che divenne un deserto. Gli uomini si rivolsero a Zeus e questi scagliò un fulmine contro Fetonte che, colpito, cadde alle foci del fiume Eridano.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, la sala d’aspetto al piano nobile

 

 

Da questa meravigliosa sala parte una serie di stanze (ormai spoglie dopo i saccheggi durante le guerre) che si aprono l’una nell’altra fino a giungere alla sala dei ricevimenti e dei balli. Questa è ampia, decorata alle pareti sul soffitto, con alte finestre e piccoli specchi alle pareti in stile francese, per questo motivo è anche conosciuta come la sala degli specchi.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, la sala degli specchi

 

 

A seguire si entra nella camera da letto nobiliare che era riccamente decorata ed arredata con un letto a baldacchino, un armadio, poltrone e divani (tutti ormai venduti o rubati) e stampe alle pareti. La camera da letto, come in tutte le dimore nobiliari, non serviva solo per il riposo notturno ma era anche il luogo dove il signore riceveva gli ospiti e discuteva di affari. Questo è il motivo per cui erano sempre arredate con sfarzo nel tentativo di impressionare i visitatori.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, la stanza da letto al piano nobile

 

 

Si susseguono stanzette, studioli e bagni fino ad una scaletta di servizio, utilizzata dalla servitù, che ci porta alle sale del piano inferiore. A differenza di altre ville questa non aveva una divisione netta tra il piano nobiliare superiore e quello ad uso dei lavoranti a quello inferiore, infatti al pian terreno i conti cercavano refrigerio durante le calde giornate estive.
Anche qui due stanze arredate per la notte, uno studiolo ed una magnifica sala da gioco.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati, sala da gioco maschile

 

 

In questa stanza gli uomini giocavano a biliardo ed a scacchi mentre fumavano i loro sigari e sorseggiavano scotch oppure distillati vari. Le donne stavano in giardino a chiacchierare oppure a leggere un libro all’ombra degli alberi.

 

Nella bella stagione tra i vialetti del giardino vi troverete dinanzi diversi figuranti in abiti d’epoca e carrozze trainate da cavalli che creano l’atmosfera giusta perchè possiate sentirvi ospiti della famiglia Arconati.

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

 

Villa Arconati

Villa Arconati

 

 

Attualmente Villa Arconati è visitabile grazie alla Fondazione Augusto Rancilio e ad un nucleo di volontari che vi guidano dandovi tutte le spiegazioni, è sede di eventi musicali e di altro genere ma necessita di ulteriori interventi di restauro e di conservazione.

 

Fondazione Augusto Rancilio:

http://www.villaarconati.it/fondazione-augusto-rancilio/#.Vyu3Y-S9FTA

 

Restauri:

http://www.villaarconati.it/restauriamo-villa-arconati/il-progetto-di-restauro/#.Vyu4DuS9FTA

 

Eventi:

http://www.villaarconati.it/eventi/#.Vyu4LuS9FTA