Ottobre 2015

Milano che non ti aspetti. Palazzo Reale, S. Babila, S. Carlo, S. Satiro (Capitolo 5)

official store Milano in Piazza San Babila

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PALAZZO REALE, S. SATIRO, S. Carlo, S. BABILa 

Trovandoci nei pressi del centro (in fondo, dal Castello Sforzesco  bastano dieci minuti a piedi per arrivare in Piazza Duomo) vale la pena adocchiare Palazzo Reale e S. Satiro, mentre, spingendoci in fondo a Corso Vittorio Emanuele II, potremo ammirare S. Carlo al Corso e S. Babila.
L’attuale Palazzo Reale fu concepito nel XIII secolo come Broletto Vecchio e divenne in seguito la residenza del primo signore di Milano, Matteo I Visconti, cambiando il nome in Palazzo Ducale. Allora era circondato da ettari di prati ed orti caratterizzati da peschiere, voliere ed animali esotici.  A partire dal 1330 Azzone Visconti lo fece ricostruire completamente con due ampi cortili interni e pare che le sale interne fossero state affrescate niente meno che da Giotto. Nei secoli subì incendi, trasformazioni, ricostruzioni e fu la sede dei governatori durante la dominazione spagnola e poi austriaca. Nel 1778 terminarono i lavori su progetto del Piermarini, che lo concepì con l’aspetto attuale, e da allora prende il nome di Palazzo Reale. Più tardi verrà occupato da Napoleone ed infine dal Re d’Italia Vittorio Emanuele II.
Oggi viene usato come sede di esposizioni temporanee e del museo del Duomo.

 

 

 

Percorrendo i portici di Piazza Duomo si giunge all’incrocio con via Torino dove, poco più avanti e ben nascosta tra due palazzi, possiamo ammirare la chiesa di Santa Maria presso San Satiro

 

 

san satiro esterno

san satiro esterno

 

 

L’impianto originale è dell’anno 879 quando l’arcivescovo Ansperto decise di far costruire un luogo di culto in onore di Satiro, fratello di sant’Ambrogio. Nel 1036 la chiesa fu ingrandita e nel 1476 assunse l’aspetto attuale cambiando anche nome, divenne, infatti, Santa Maria presso San Satiro. Il progetto di quest’ ultimo ampliamento è opera del Bramante e la facciata dell’Amadeo, anche se quest’ultima non fu mai terminata per contrasti con il Bramante stesso. L’attuale facciata risale alla fine del 1800 quando la chiesa subì una pesante ristrutturazione.
Dall’esterno si vede quello che è conosciuto come il Sacello di San Satiro, unica testimonianza della costruzione originaria, ed il campanile della fine del X secolo. Questo, insieme al campanile di sant’Ambrogio, costituisce il modello fondamentale dei campanili romanico-lombardi. All’interno spicca la prospettiva dell’abside realizzata dal Bramante stesso dove, in uno spazio di soli 97 centimetri e con uno studio prospettico strepitoso, portò a compimento un vero capolavoro.

 

san satiro interno

san satiro interno

 

 

A destra, rispetto all’ingresso, troverete il battistero o sacrestia bramantesca con pianta ottagonale, decorato da bassorilievi in terracotta realizzati dal De Fondulis su disegno dello stesso Bramante ed al centro una splendida fonte battesimale. Importante la Pietà del De Fondulis contenuta nel Sacello di San Satiro (quello che resta della costruzione del IX secolo) e posta sopra l’altare, si tratta di 14 figure in cotto policromo.

 

 

sacrestia di san satiro con fonte battesimale

sacrestia bramantesca di san Satiro con fonte battesimale

 

 

 

 

Chiesa di San Satiro

Chiesa di San Satiro

 

 

Tornando in Piazza Duomo e percorrendo tutto corso Vittorio Emanuele troverete, alla vostra sinistra, S. Carlo al Corso. Questa chiesa fu progettata dall’architetto Carlo Amati il quale si inspirò senza mezze misure al Pantheon di Roma, non solo nel ciclopico spazio interno ma anche nel colonnato e nel porticato esterno. Si tratta di una edificio in stile neoclassico a mio parere molto più bello nella parte interna, dalla caratteristica pianta circolare.

 

san carlo al corso m

S. Carlo al Corso

 

 

 

interno S. Carlo al corso, Milano

interno S. Carlo al corso, Milano

 

 

 

Notevole la cupola costruita senza l’ausilio di centine e che poggia su un alto tamburo.

 

 

cupola s. carlo al corso, Milano

cupola s. carlo al corso, Milano

 

 

 

Tornati in corso Vittorio Emanuele in dieci passi ci troviamo in piazza S. Babila dove, all’angolo con Corso Venezia, si trova la Basilica Collegiale Prepositurale di S. Babila.

 

La storia di questa basilica è controversa, alcune teorie la fanno risalire al III secolo quando Babila, allora vescovo di Antiochia, giunse a Milano per fondare la chiesa sui resti di un tempio pagano dedicato al sole. Altre teorie collegano la costruzione della basilica alla diffusione del culto di S. Babila dall’oriente all’occidente. La storia, più verosimilmente, ci dice che le origini risalgono al 1100 con la costruzione di una chiesa intitolata ad Concilia Sanctorum (all’adunanza dei Santi). L’unica certezza è che questa basilica ha subito tanti e tali rimaneggiamenti e modifiche nei secoli (soprattutto nel XVI, XVII e XX secolo) che l’aspetto odierno non ha più nulla a che fare con l’impianto originale.

 

 

 

Basilica di San Babila

Basilica di San Babila

 

 

La sua bellezza sta ormai solo nella facciata in stile neo-romanico mentre l’interno a 3 navate (in origine a navata unica) non mostra nulla di particolare.

 

 

 

san babila interno

san babila interno

 

 

In Piazza San Babila non è infrequente trovare spettacoli di artisti di strada, ballerini, musicisti, giocolieri, per trascorrere qualche minuto in relax.

 

 

Breakdance in piazza San Babila, Milano

Breakdance in piazza San Babila, Milano

 

 

artisti di strada

artisti di strada a Milano

 

 

street in Milano, breakdance in Piazza San Babila

street in Milano, breakdance in Piazza San Babila

 

 

 

artista di strada a Milano

artista di strada a Milano

 

MILANO, la città che non ti aspetti. Cimitero Monumentale (Capitolo3)

 

Monumentale

 

IL CIMITERO MONUMENTALE

 

Milano, domenica, tempo così così.

Prendi una domenica qualunque in cui non hai nulla da fare e mentre bevi un caffè decidi di andare a fare qualche foto alla tua città. La domanda nasce spontanea: dove vado ? Vado al Cimitero Monumentale e fotografo il Famedio e la Galleria dei milanesi illustri. Immagina che il caso ti abbia organizzato una bella sorpresa e così ti ritrovi gli Amici del Monumentale  che hanno organizzato una giornata con visite guidate e, in men che non si dica, ti ritrovi in gruppo con una guida molto preparata.

La visita parte ovviamente dal Famedio, luogo che conserva al centro la tomba di Alessandro Manzoni e lì accanto quella di Carlo Cattaneo e il busto di Giuseppe Verdi (il maestro è stato tumulato nella casa di riposo per artisti da lui stesso fondata). Il Famedio, dal latino famae aedes ovvero tempio della fama, è una costruzione imponente in stile neo-medioevale e realizzato in mattoni rossi e marmo. Nel progetto originale, ad opera di Carlo Maciachini, era stato pensato come una chiesa, ma venne trasformato nel 1870. Questo è diventato il luogo di sepoltura dei cittadini milanesi illustri e di coloro che hanno lasciato un segno indelebile nella storia della città e dell’Italia.

 

Monumentale

 

 

Ascoltando la guida si scopre tutta una serie di aneddoti divertenti ed interessanti. Inizialmente il sarcofago del Manzoni si trovava più arretrato, ma successivamente si pensò di riposizionarlo al centro della costruzione e, nel momento in cui il corpo mummificato fu esposto, il caso volle che dal rosone sovrastante l’ingresso entrasse un raggio di luce che colpì il volto dello scrittore. Ci fu chi invocò i Santi del paradiso, chi urlò al miracolo, chi pensò di assistere alla resurrezione del Manzoni. Fatto sta che il panico si impossessò dei presenti che fuggirono terrorizzati e la bara rimase aperta ed incustodita.

Nel Famedio si trova anche la tomba di Carlo Cattaneo, patriota che lasciò un segno nelle 5 Giornate di Milano, e le targhe che ricordano molti uomini e donne che tanto contribuirono alla storia di Milano.

Dal 2010 il Comune ha deciso di iscrivere in questo luogo anche i nomi di alcuni cittadini illustri e vi si possono leggere i nomi di Raimondo Vianello, Sandra Mondaini e Bob Noorda, designer olandese che ideò il simbolo della Regione Lombardia, della Metropolitana Milanese, della Coop e  che collaborò alla realizzazione dei marchi Agip, Total, MaxMeyer, Mondadori, Dreher, Ermenegildo Zegna.

Gli appassionati di calcio potranno trovare la tomba del fondatore dell’ A.C. Milan (riconoscibile dalla sciarpa rossonera, lasciata a ricordo) e quella del fondatore dell’ Internazionale Calcio.

Mentre vi aggirate nel Famedio alzate lo sguardo ed ammirate la bellezza della volta.

 

 

Monumentale

 

 

La visita prosegue all’esterno dove troverete la realizzazione che ricorda i deportati nei lager durante la II Guerra Mondiale. Questa è opera dello studio BBPR e, anche se a prima vista sembra scarno e senza significato, contiene un insieme notevole di simboli e messaggi. La struttura è realizzata con materiale recuperato dopo i bombardamenti del 1943, all’interno si trova una gavetta da militare che contiene una manciata di terra proveniente dal campo di sterminio di Mauthausen e tutto intorno si trovano le lapidi con gli 800 nomi, in ordine alfabetico, dei cittadini milanesi deportati. Tra questi si legge anche il nome di Mafalda di Savoia, Principessa della casa reale italiana che fu deportata in un campo di concentramento. Ufficialmente morì a causa delle gravi ustioni riportate in seguito ad un bombardamento alleato; in realtà fu lasciata morire perchè erede della Casa Reale.

 

 

Dall’interno, come dall’esterno, si può notare l’imponenza della struttura antistante il Cimitero vero e proprio che racchiude diversi stili: neo-medioevale, gotico e romanico. Avviandosi lungo i viali si possono ammirare dei veri e propri capolavori scultorei realizzati dagli architetti e dagli scultori in voga nei vari periodi, come se le famiglie milanesi facessero a gara per avere la tomba migliore o più imponente (si diceva che per essere un vero milanese fosse necessario possedere un palco alla Scala, una panca in Duomo e un posto al Monumentale). Tra tutti gli artisti che si cimentarono in questo sfoggio devono essere viste le opere di Giannino Castiglioni ,molto attivo a Milano come scultore, sue sono la tomba Campari (che riprende in modo magistrale l’Ultima Cena di Leonardo), il mausoleo Bernocchi (che rappresenta la Via Crucis), la tomba Falck, il basamento della tomba del Manzoni e il bassorilievo della stessa.

 

 

Monumentale

Tomba Campari

 

 

Monumentale

Tomba di Alessandro Manzoni e di Carlo Cattaneo (in primo piano)

 

 

Monumentale

Mausoleo Bernocchi

 

 

Percorrendo tutto il viale centrale si arriva al Tempio Crematorio, si dice voluto e finanziato dalla massoneria, e nella cui parte anteriore sono conservate le ceneri di molti massoni e di diversi esponenti della corrente della “scapigliatura”.

Questo fu il primo esempio di struttura adibita alla cremazione in Italia, pratica allora osteggiata dalla Chiesa per il Dogma della “resurrezione della carne”. Il primo personaggio importante che volle essere cremato qui fu Alberto Keller e questo riscosse grande eco.

 

Monumentale

 

 

Fu progettato da Carlo Maciachini, coadiuvato dall’Ing. Ceste Clericette, su base quadrata preceduto da un vestibolo colonnato a doppio emiciclo, il tutto in stile dorico-greco.

 

 

Monumentale

 

Lascio ad ognuno di voi le ricerche sulle leggende e mezze verità che circondano questa struttura, che riguardano la massoneria ed i simboli massonici, quali chiodo, martello, righello, Sfinge, stella di David, che si ritrovano in molte opere funerarie.

 

Nelle parti più esterne a sinistra ed a destra (considerando l’ingresso alle nostre spalle) si trovano rispettivamente la parte ebraica e quella degli Acattolici.

 

Insomma, vero è che si tratta di un cimitero ma, visto il quantitativo di opere d’arte, sembra di stare in un museo a cielo aperto.

 

Quando la sirena che avvisa dell’imminente chiusura inizia ad urlare ci avviamo verso l’uscita per rituffarci in centro città, entusiasti per aver visto un pezzo di storia milanese ed italiana sotto una veste inaspettata.

 

Monumentale