Agosto 2015

TARRAGONA, Spagna

Tarragona

 

TARRAGONA, SPAGNA

 

 

Tarragona, sulla costa mediterranea della Spagna, è fondamentalmente una cittadina che vive di mare e di turismo e che, escludendo una bellissima cattedrale (con annesso chiostro e museo) ed alcuni resti del periodo romano offre solo svago e spiagge. L’abbiamo scelta dopo il soggiorno a Valencia proprio per poter godere di alcuni giorni di relax in tranquillità.

Le spiagge più belle sono situate al di fuori della città ma sono servite dagli autobus cittadini per cui il tragitto per raggiungerle non rappresenta un problema. Alloggiamo in centro, sulla Rambla Nova, con stanza vista mare e non è male affatto, sulla Rambla ci sono un sacco di locali aperti a tutte le ore del giorno e della notte ed anche questo non è male, l’aria è fresca, provenendo dal mare, e sono giorni di festa. En plein !!!

Una prima occhiata alla spiaggia cittadina ci fa comprendere che dobbiamo andare altrove per trovare le tanto decantate spiagge tarragonesi, dopo un consulto con la receptionist dell’hotel scopriamo che c’è un autobus che funge da navetta tra la città e le spiagge. Problema risolto !
Ci incamminiamo per le vie di Tarragona e ci guardiamo attorno: tanta gente, troppa, anche per una città di vacanze marittime nei giorni di ferragosto, basta un caffè per capire che sono i giorni della festa patronale, tanto caos ma molte iniziative. Bene, siamo fortunati.

Pochi passi e siamo davanti alla Cattedrale di Santa Tecla e, ovviamente, entriamo per scoprire questo gioiello che presenta una facciata romanica, incompiuta a causa della peste del 1348, ed un portone gotico.  

 

 

Tarragona

 

 

 

Tarragona

 

 

L’interno comprende diverse cappelle, un coro ligneo ed è annesso un notevole chiostro.

 

 

Tarragona

 

 

 

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

 

A Tarragona si trova l’unico Anfiteatro Romano al mondo che si trova direttamente sul mare, fu costruito nel II secolo ed è molto ben conservato (anche se sono evidenti le opere di restauro) e merita una visita. Al suo interno subì il martirio San Fruttuoso e molti cristiani, nel VI secolo fu costruita una basilica visigota della quale restano solo le rovine del basamento.

 

 

Tarragona

 

 

Altre testimonianze del periodo romano sono le mura che cingono la città vecchia, il foro romano, i resti del circo massimo e quelli del teatro romano. Più che sufficienti per comprendere l’importanza che aveva questa colonia dell’impero romano.

 

 

Tarragona

 

 

Nei giorni in cui ci trovavamo a Tarragona si svolgevano le celebrazioni per il Santo Patrono e con nostra sorpresa scopriamo che sulla piazza antistante la Cattedrale si sarebbe tenuta una gara di Colla Castillera. Uno spettacolo unico, roboante e molto vissuto dai tarragonesi, nella città esistono 4 scuole di collas e si sfidano in questa occasione. Le Collas Castilleras sono le torri “castelli” umane.

Preparatevi al caos, alla calca, al caldo. Migliaia di persone in uno spazio angusto che respirano, spingono e urlano ma lo spettacolo a cui si può assistere è unico.

L’arrivo della banda preannuncia l’ingresso dei castilleros e la folla si divide in due ali per lasciare loro libero il passo

 

Tarragona

 

 

di li a poco si inizia

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

 

 

 

Stupefacente la partecipazione e l’entusiasmo dei niños, i piccolini che salgono a chiudere il castello facendo un giro sulle spalle di chi sta più in alto. Sono bimbetti di 5 massimo 6 anni, bardati come fantini a piedi nudi e con il paradenti come tanti piccoli pugili. Salgono con la velocità, e l’incoscienza, tipica della loro età e sono meravigliosi.

 

 

Tarragona

 

 

a volte, poche fortunatamente, il castello crolla accompagnato dall’urlo della folla ma incidenti gravi se ne registrano davvero pochi. Al massimo qualche ammaccatura per chi sta sotto

 

 

Tarragona

 

 

Ottimi alcuni ristoranti e bar de tapas, noi abbiamo provato l’Assaig, con tapas molto interessanti e gustose – qui il loro sito – e il Toful ( recensioni tripadvisor ) dove abbiamo mangiato la miglior paella di Tarragona,  ma non avrete problemi a trovare locali per tutti i gusti.Non dimenticate di fermarvi una sera da Ibericus  per assaggiare i migliori jamon di Spagna.

 

 

Tarragona

 

 

Nei dintorni vale la pena spendere un giorno sulla Ruta Del Cister dove potrete visitare alcuni monasteri risalenti al 1100.
Noi abbiamo visitato El monestir de Poblet e il Monestir de Santes Creus (qui troverete tutte le informazioni). I monasteri furono costruiti dai re aragonesi per contenere le loro tombe e quelle dei famigliari. Stile gotico imperante ovunque e strutture molto ben conservate.

 

 

 

Per il resto tanto mare, tanto sole, tanto riposo.

 

 

Tarragona

 

 

Tarragona

 

E che mare !

 

 

VALENCIA, Spagna

2723m

 

 

VALENCIA, SPAGNA

 

 

 

Amo la Spagna, la amo in modo viscerale !
L’ho già detto ma non mi stanco di ripeterlo e così, anche per questo anno, le vacanze si fanno in spagna e più precisamente in quel tratto di costa compreso tra Valencia e Tarragona, con qualche escursione nell’interno.
Valencia è una città che avevo messo tra i miei programmi ormai da tempo ma a causa di imprevisti, o scelte diverse dei compagni di viaggio, alla fine mi è sempre sfuggita.
Prenotiamo il volo con largo anticipo per riuscire a sfruttare le offerte di RyanAir ma aspettiamo per gli hotel. La mossa viene premiata pochi giorni prima della partenza quando troviamo un’offerta flash su Expedia, una camera al Westin Palace Valencia al prezzo di un normale 3 stelle. Non ci sembra vero e, un po’ increduli, clicchiamo il tasto prenota. L’offerta è vera e così ci ritroviamo una stanza, in pratica un monolocale, in uno dei migliori hotel della città.

Con queste premessa la vacanza inizia subito nel migliore dei modi.
Arrivati all’aeroporto è semplice comprendere come muoversi con la metropolitana per giungere a destinazione. Interessante, visto il costo contenuto, la tessera valida per 72 ore e per qualunque mezzo pubblico di superficie e sotterraneo. Nel prezzo è compreso anche il biglietto di ingresso per l’Oceanografico e per il Bioparc . La nostra visita alla città inizia con un giro pigro nel centro storico che ci serve per orientarci e capire come organizzare i giorni successivi. Nel centro storico visitiamo subito la Cattedrale Di Santa Maria .

 

 

Valencia

 

 

La costruzione della chiesa originaria risale al XIII secolo, probabilmente su di una moschea del periodo della conquista da parte degli arabi e si sviluppa in un insieme di stili molto diversi tra di loro. Passiamo dal romanico delle origini al gotico ed al barocco spagnolo ben visibili sia all’esterno che all’interno. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro per gli adulti 3 euro per gli studenti mentre gli under 13 entrano gratis, comprende anche la visita al museo, alla sacrestia (anche questa in stile gotico), ed al chiostro che è piccolo ma molto gradevole.

 

 

Valencia

 

 

 

La cattedrale internamente mostra una croce latina e tre navate, un altare maggiore di notevole bellezza ed una serie di cappelle laterali, alcune delle quali molto particolari. Merita una menzione particolare la cappella che si trova dietro all’abside e che contiene l’avambraccio e la mano di San Vincenzo (pratica un tantino macabra ma tant’è). Intorno al reliquiario è stata costruita una struttura gotica rimarchevole, protetta da una inferriata in ferro lavorato ed intrecciato, al di sopra ed ai lati un organo risalente al XV secolo e costruito completamente in legno.

 

 

 

Valencia

 

 

 

Valencia

 

 

 

 

In due distinte sezioni staccate si possono visitare il museo, che contiene alcune tele del Goya, e la cappella del Santo Caliz. Questo, secondo la leggenda , è il famosissimo Santo Graal ovvero il calice usato da Gesù Cristo durante l’ultima cena e portato in europa per poterlo conservare e venerare. Quello che lascia a bocca aperta è l’altare di questa cappella, in stile gotico e scolpito nell’alabastro, in origine era una stanza dedicata alle lezioni di teologia ed alla letture delle sacre scritture.

 

 

 

Valencia

 

 

 

 

Valencia

Volta della Cappella del Santo Caliz

 

 

 

graal

IMMAGINE TRATTA DAL WEB (quando abbiamo visitato la cappella il Graal era in restauro e veniva mostrata una copia realizzata piuttosto grossolanamente)

 

 

 

Molto interessante, e motivo di orgoglio dei fedeli valenciani, i tre portali di ingresso alla cattedrale, in stili e materiali diversi permettevano l’accesso da punti differenti. Il principale è detto de los Hierros  ed è in stile gotico (ed è il portale da cui si accede attualmente alla Cattedrale), il secondo detto il Portale del Palazzo è quello originario ed è in stile romanico mentre il terzo, detto Porta degli Apostoli è in stile primo gotico spagnolo.

 

 

 

Dopo la visita ala cattedrale ed al suo complesso ci ristoriamo con una cerveza in un baretto posizionato strategicamente in un cono d’ombra e quindi riprendiamo la nostra visita del centro storico adocchiando i tanti ristoranti e bar de tapas  cercandone uno che ci ispirasse per la cena.  Mentre camminiamo lentamente ci ricordiamo del suggerimento di un’amica e ci diciamo: “questa sera si cena al REFUGIO del Carmen “. Questo ristorantino, posizionato nel barrìo del Carmen, ovvero la zona più vecchia della città, è stato una piacevolissima sorpresa. Il titolare, uomo simpaticissimo e con una risata indimenticabile, ci accoglie con un sorriso e ci fa accomodare consegnandoci il menu. I piatti che vengono serviti sono una rivisitazione fusion e di gran classe di ricette tipiche spagnole, accompagnate da birre artigianali (provate la Alhambra reserva) o da vini selezionati. Meritano il trancio di tonno con salsa in agrodolce, il filetto di cervo con funghi e castagne, il pesce sanpietro ed il gelato al formaggio di capra. Si, avete letto bene: gelato al formaggio di capra ! Quest’ultimo ci ha lasciati letteralmente a bocca aperta.

 

Dopo un sonno ristoratore ci apprestiamo, il giorno successivo, a visitare la città delle arti e delle scienze, Ciudad de Las Artes y Las Cencias, progettata dall’architetto Santiago Calatrava. Un’opera ciclopica, la realizzazione di una visione fantascientifica, un vero gioiello dell’architettura moderna. Che Calatrava fosse un visionario lo si sapeva ma qui a Valencia (seppur in cambio dell’odio dei valenciani che non lo amano per nulla) ha dato il meglio di se stesso. Non vi descrivo quello che troverete, aggiratevi con molta, moltissima calma e gustatevi ogni angolo, ogni edificio, ogni passerella o ponte. Ammirate gli specchi d’acqua e non ve ne pentirete.

 

 

 

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Valencia

 

 

 

Valencia

 

 

 

Valencia

 

 

Merita sicuramente la fatica un giro notturno per conoscere in modo diverso e con una veste nuova tutta l’area e soprattutto ammirare quello che, in modo naturale, viene creato con giochi di luce ed ombra. L’unica pecca di questo luogo meraviglioso è la mancanza totale di un bar, di un ristorante o anche solo di una bancarella dopo il tramonto, nelle calde notti estive se trascorri diverse ore a fotografare o ad aggirarti per la ciudad a tarda sera non puoi concederti una bibita od un gelato. Pazienza ! In ogni caso quello che si presenta davanti ai vostri occhi merita il tempo che spenderete.

 

 

Valencia

 

 

 

 

Valencia

 

 

 

 

Valencia

 

 

Torniamo in città e ci concediamo un paio di tapas con una cerveza verso le 2 di notte, per questo c’è solo l’imbarazzo della scelta.

 

 

Un capitolo a parte lo meritano le altre due attrazioni di Valencia: l’Oeanografico ed il Bioparc.

L’Oceanografic è l’acquario marino più grande d’Europa ed è diviso in aree tematiche, passando da una zona all’altra è possibile vivere i mari del mondo come se ci trovasse al loro interno. Vasche immense costruite con tunnel attraverso i quali ci si trova faccia a faccia con mante, squali, beluga, pesci tropicali, del mar rosso, del mediterraneo.

 

 

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Il Bioparc è un pezzo di Africa portato in città, ricostruito con cura ed attenzione alla salute degli animali. Anche questo è suddiviso in aree tematiche ed in ognuna è possibile ammirare animali che vivono liberi in un ambiente ricostruito con maestria. Gorilla, lemuri, zebre, rinoceronti, giraffe, elefanti, ippopotami, coccodrilli e molto altro.

 

 

Valencia

 

 

 

Valencia

 

 

 

Risulta piacevolissimo gironzolare più volte tra i viali ammirando animali meravigliosi che normalmente si vedono solo in tv nei documentari del National Geographic.

La struttura comprende anche alcuni punti di ristoro ed un ristorante per cui anche in giornate calde non ci sono problemi per rinfrescarsi. Tenete presente che sia l’Oceanografic che il Bioparc richiedono tempi lunghi per una visita accurata e soddisfacente, non inseriteli nella stessa giornata.

 

Per una serata particolare vi consiglio la Taberna Jamon Jamon , vera taverna spagnola con tapas eccezionali ed una entrecote de ternera semplicemente super. Abbinate un vino spagnolo della rioja, tipo crianza o tempranillo reserva, e non ve ne pentirete.

Non ci facciamo mancare nemmeno un paio di giorni sulle spiagge valenciane in zona malvarrosa, lunghe e larghe a perdita d’occhio, piacevolmente poco affollate e con micro stabilimenti balneari con tanto di ombrelloni, sdraio e baracchetta con bibite ghiacciate. Ci sono comunque ampie zone di spiaggia libera tra una baracchetta e l’altra. Il mare non è quello delle maldive ovviamente ma l’acqua è pulita e piuttosto calda.

 

Lungo la passeggiata che costeggia il mare troverete molti ristoranti e birrerie, bar e taperie, negozietti ed ambulanti e numerose docce.

 

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Piacevole prolungare la sosta al mare fin dopo il tramonto con un bagno prolungato al calar del sole e verso le 21.00 portarsi verso lo stabilimento Casa Isabel , un aperitivo con un paio di tapas in attesa della portata principale: pescado del giorno a la plancha. Interessanti anche i vini bianchi della zona di Valencia che ho scoperto in questa occasione.

 

Il nostro ultimo giorno a Valencia lo spendiamo di nuovo girovagando in città alla ricerca di scorci particolari e con la visita al palazzo de La Lonja de la Seda edificio che si presenta come un castelletto medioevale ed è inserito tra i beni patrimonio dell’umanità. L’interno è molto bello e ben conservato.

 

 

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Prendetevi anche un po’ di tempo per gironzolare qua e là senza una meta.

 

 

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Valencia

 

 

Dimenticavo di dirvi che a Valencia ci sono 2 mercati meravigliosi: il Mercado de Colon , costruzione modernista dei primi anni del ‘900

 

 

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ed il Mercado Central dove troverete di tutto a prezzi concorrenziali e con una qualità al top. Quest’ultimo è più grande, più rifornito ed è un vero mercato. Per una pausa pranzo veloce potrete comprare un cartoccio di pesce freschissimo e farvelo cuocere in una delle bancarelle appena al di fuori del mercato per 5 euro. Questa è organizzazione al top !

In alternativa potrete farvi tagliare qualche fetta di jamon (occhio a quale comprate perchè potreste spendere cifre folli, considerate che un buon jamon pata negra spenderete non meno di 10 euro all’etto e con un joselito addirittura 50 euri per 100 grammi di delizia) ed acquistare frutta già tagliata a pezzetti.

 

 

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Il nostro viaggio a Valencia si conclude alla Sidreria El Molinon , tapas restaurante asturiano. Piatti tradizionali ed anche particolari ma in ogni caso buonissimi. Accompagnate il tutto con dell’ottimo sidro che vi verrà versato nel tipico modo asturiano o, se lo preferite, con della cerveza.

 

 

Come sempre queste sono solo idee di viaggio e locali sperimentati personalmente, divertitevi a scoprire di più !

 

¡Hasta luego! Valencia

TUSCIA VITERBESE ovvero un fine settimana tra il Parco di Vulci, Civita di Bagnoregio e testimonianze etrusche

 Tuscia

 

TUSCIA VITERBESE

 

 

La Tuscia Viterbese questa sconosciuta.

Dite la verità, quanti di voi la saprebbero collocare su una cartina o ne hanno anche solo sentito parlare ? Quando una cara amica mi ha detto “vieni in Tuscia e rimarrai sorpreso” io le ho chiesto se per caso la Tuscia fosse una ricetta regionale.

La Tuscia attuale è quella zona compresa tra il confine sud della toscana e l’alto lazio ma in origine aveva confini ben più ampi come risulta da wikipedia . Io ho visto e gustato la Tuscia Viterbese, ho visitato una piccola porzione del Parco di Vulci, ho ammirato la Civita di Bagnoregio , ho assaggiato un sacco di ricette fantastiche e ho avuto un orgasmo gastronomico con i loro salumi.

Non riesco ad indicarvi un itinerario che abbia un senso anche perchè i tre giorni che abbiamo trascorso nella zona si sono sviluppati senza una logica, abbiamo gironzolato qua e là memorizzando la bellezza che si è parata davanti ai nostri occhi.

Un giorno al mare a Feniglia appena giunti ci ha ritemprato dal lungo viaggio in moto e dal caldo patito, spiaggia tranquilla e mare caldo. Verso sera rientramo all’agriturismo Casal Vento di Mare e di Tramontana , ci concediamo una doccia fresca ed un momento di relax giocando con i cani presenti nella struttura e ci appropinquiamo quindi al ristorante presso il quale avevamo prenotato, La Torre di Lavello  a Tuscania. Qui abbiamo cenato in modo meraviglioso: tortino di baccalà e panzanella come antipasto, un assaggio di tagliatelle al ragù bianco di cinghiale ed infine uno strabiliante petto d’anatra con sformato piccante di cavolfiore. La scelta del vino è caduta su un Valpolicella Ripasso, ottimo.

 

Il giorno successivo è in programma una visita alla Civita di Bagnoregio, arrivati lo spettacolo che si para dinanzi ai nostri occhi è unico

 

 

Civita

 

 

la rimiriamo con calma finchè non ci incamminiamo sul ponte che ci porterà all’interno della “città che muore”. La Civita è conosciuta anche con questo triste nome a causa dello spopolamento completo (in effetti non è per nulla semplice vivere in un luogo del genere) e perchè lo sperone di tufo su cui poggia si sta inesorabilmente, anche se lentamente, disgregando.

Entrati nella Civita sembra di stare in una dimensione parallela dove tutto è curato, ben pulito, ordinato e si respira un’aria di antico rimesso a nuovo. Si trovano ristoranti tipici e bar ben forniti, si tengono spettacoli serali in piazza e si incontrano orde vocianti di turisti giapponesi. Buffo il mezzo, un piccolissimo trattore, che percorre nei due sensi il ponte per portare le merci all’interno della città. La costruzione della città è dovuta agli etruschi mentre i palazzi e le case risalgono al periodo medioevale o, al limite, a quello rinascimentale.

 

Tuscia

 

La pancia brontola ed allora muovendoci lentamente in moto, su e giù per la città di Bagnoregio, adocchiamo i due lati della strada in cerca di una macelleria che faccia anche da “porchettaro”, dopo averla trovata con facilità (da queste parti come in tutta la Toscana e Lazio se ne trovano in ogni dove) compriamo i panini dal panettiere e ce li facciamo riempire in modo indecoroso di porchetta, con tanto di cotica croccante. Un paio di birre ghiacciate acquistate al bar di fronte ed il pranzo è servito.
Con molta molta calma ci rimettiamo in marcia alla volta del lago di Pellicone ma, strada facendo, giungiamo ad un bivio e magicamente decidiamo di cambiare percorso: Orvieto. In soli 20 km giungiamo in una bellissima città medioevale con ben in testa il duomo.  Già dalla strada che ci condurrà in centro città si può ammirare con un sol colpo d’occhio il suo splendore e, percorrendo i tornanti che scendono a valle, troviamo un classico belvedere dal quale riusciamo a fare buone fotografie, complice la luce morbida del tardo pomeriggio.

 

 

Tuscia

 

 

La costruzione del Duomo di Orvieto risale al tardo medioevo, più precisamente a partire dal 1290 quando Papa Nicola IV benedisse la prima pietra, la sua architettura è un esempio di rottura con lo stile classico della basilica romana e mostra chiare influenze figurative del gotico francese.

 

 

 

Orvieto

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

 

Una visita alla città di Orvieto non può non includere il Pozzo di San Patriziouna realizzazione ciclopica e di altissima ingegneria considerando che fu progettata e costruita nel decennio compreso tra il 1527 ed il 1537, basta infatti pensare alla doppia scala elicoidale, ai 72 finestroni, alle sue dimensioni (54 metri di profondità e 13 di diametro).

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

Conclusa la veloce visita della città torniamo sul percorso originario e ci dirigiamo al Parco di Vulci per raggiungere il ristorante Casaletto Mengarelli . Ci fanno accomodare in terrazza sotto un cielo stellato ed una pallida luna che ci fa compagnia e, dopo l’immancabile domanda “acqua naturale o leggermente? ” (dove per leggermente si intende l’acqua Fonte di Nepi), ha inizio una sinfonia di piatti tipici. Tagliere di salumi, gnocchetti al tartufo nero, tagliatelle al sugo di cinghiale, filetto alla rossini, stufato di cinghiale. L’accompagnamento, quasi un sottofondo armonico, lo garantisce una bottiglia di Bruciato.

 

 

 

Siamo arrivati al terzo ed ultimo giorno in Tuscia, ci attendono il fiume Fiora, il Romitorio di Poggio Conte   , nel territorio di Ischia di Castro, e la cascatella. Una mezza giornata immersi nella natura e la scoperta di luogo, il romitorio o eremo, che ci riporta indietro nel tempo. Passeggiare in mezzo al verde costeggiando il fiume Fiora sarebbe bellissimo se la giornata non fosse così calda e non ci fosse un sole rovente come quello che, invece, abbiamo trovato.

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Riposandoci di tanto in tanto all’ombra dei grandi alberi giungiamo all’eremo,

 

 

 

Tuscia

 

 

 

il tempo al’improvviso si ferma e ci accompagnano solo il fresco ed il rumore di una piccola cascata.

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

 

Tuscia

 

 

 

Tuscia

 

 

 

 

Nel pomeriggio puntiamo dritti al lago del Pellicone, lago nel quale hanno girato una scena di tre uomini e una gamba ed una di Non ci resta che piangere. Nel periodo estivo è frequentato da chi discende il fiume con un percorso di rafting.

 

 

 

Tuscia

 

 

 

La stanchezza inizia a farsi sentire ed il tempo ormai stringe, ci avviamo veloci all’agriturismo per una doccia ristoratrice (ci sta anche un pisolino) visto che ci attendono al ristorante Le Murelle . Non vi racconto della cena sontuosa, della qualità del pesce, della terrazza sul mare, anzi NEL mare, dell’atmosfera che ti circonda mentre mangi e chiacchieri con gli amici. Vi dico provatelo e capirete.

 

Bene, il mattino successivo Milano ci chiama e dobbiamo partire. Ci attendono 500 Km sotto ad un sole rovente ma ne è valsa la pena.
Tuscia ci rivedremo.

 

 

 

 

Tuscia

 

 

AAhhh … dimenticavo di dirvi che se adorate i salumi, prima di partire dovete assolutamente passare da Pescia Romana alla macelleria Nardi dove troverete di tutto. Personalmente vi consiglio il prosciuttino crudo di cinghiale ed il filetto al pepe.
Alla prossima