Luglio 2015

Lago d’Iseo e Torbiere del Sebino

Lago d’Iseo, Monte Isola e Torbiere del Sebino

 

 

 

Il giusto titolo per questo racconto dovrebbe essere: “La BellaGente in gita al Lago di Iseo” ma sarei poi costretto a spiegarvi il signicato di BellaGente e di come questo appellativo sia nato, di come il Gott lo abbia coniato, dei nostri ritrovi foto-eno-gastronomici da cazzari patentati, delle liti fotografiche a suon di pixel che ne nascono e di come sia difficile far parte del gruppo. Ehh si mica tutti ne possono far parte, è un club esclusivo e devi avere determinati requisiti per ottenerne l’ammisione. Dovrei raccontarvi del Gott, del Gianf, dell’Ama, di me che sono conosciuto come “Il Doc”, del mio Capo (con la moglie è necessario usare un tono deferente e rispettoso). Se fossi un bravo scrittore ve li potrei introdurre con una descrizione attenta e minuziosa tanto da renderli vivi davanti a voi, ma diventerebbe complicato ed inoltre io non sono un bravo narratore, quindi ho optato per un più sobrio “Lago d’Iseo, Monte Isola e Torbiere del Sebino”.

 

 

Lago d'Iseo

 

 

 

Il Lago d’Iseo si trova a circa un’ora di auto da Milano, mi son sempre detto: prima o poi ci andrò ! Ecco, prima o poi ma quel momento non sembrava giungere finchè l’amico Maurizio “il Gott” Gottardi, fotoamatore anche lui ( qui trovate il suo interessante blog fotografico ) non ha preso in pugno la situazione. Parte un giro di messaggi e ci si accorda per una domenica utile per tutti, lui decide il programma, il ristorante (ebbene si, quando ci siamo di mezzo tutti non si può evitare una sosta al ristorante tipico, siamo buongustai oltre che appassionati di fotografia), gli orari e la sequenza delle cose da fare.
Signorsì Signore, appuntiamo tutto e si parte.
Ritrovo a Rovato, uscita A4 direzione Venezia, e subito ci sono problemi: non ci troviamo essendo giunti alla spicciolata. Nuovi messagi ed alla fine ci si incontra; baci e abbracci per tutti e ci si conta. Io, tu, lei , Br1, Mauri, l’Ama, il Gianf, la Gnara ed il Gnarino.Il Gnarino è un bimbo adorabile di manco 1 anno figlio del Gott. Ci seguirà per tutto il giorno dimostrando, una volta di più, di essere un bimbino eccezionalmente bravo e paziente.

Giunti a Iseo subito il biglietto ed un caffè che il traghetto sta arrivando.

Si parte e l’avventura inizia !

 

 

Lago d'Iseo

 

 

Sul traghetto si chiacchiera, si ride, si fanno programmi per la giornata che saranno ovviamente disattesi, ma si sa come vanno queste cose. Non si perde però l’occasione per qualche foto ricordo e si tenta anche un guizzo creativo

 

 

Lago d'Iseo

 

 

Mentre si naviga sul lago mi rendo conto che quello che avevo sempre considerato un laghètto, con la pronuncia della “e”  molto aperta come si conviene ad un nordico e che tanto fa ridere l’amica Ama, che invece la pronuncia rigorosamente chiusa come si addice  ad una Alto Laziale, è invece un lago di dimensioni molto generose. Tanto generose da ospitare non una, non due ma ben tre isole. In realtà l’unica isola di dimensioni importanti è Monte Isola    

mentre le altre due, San Paolo e Loreto, sono poco più di uno sputo di roccia e vegetazione. L’unica attrazione sono le ville che ospitano, adocchiabili dal battello ma off-limit per l’approdo.

 

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Si arriva a Monte Isola in circa 20 minuti di navigazione durante i quali si provvede al cambio pannolino del piccolo Gnaro e ci si fionda subito al ristorante. Sono le 12,40 e le pance già brontolano con un borbottio sommesso. Ci accoglie il ristorante trattoria del Sole dove placheremo i morsi della fame con dei favolosi ravioli con ripieno di tinca, fritto di pesce del lago (notevoli l’involtino fritto di coregone, il filetto di persico e quello di tinca) ed un assaggio di pesciolini in carpione. La scelta del vino era obbligata: bianco fermo delle cantine Barone Pizzini, in fin dei conti siamo in Franciacorta. La carta dei vini propone comunque una scelta molto ampia. Caffè e poussez-cafè  offerti dalla casa.

Dopo un pranzo del genere una passeggiata lenta ci sta bene, non foss’altro per stimolare i movimenti della peristalsi. Ci aggiriamo senza fretta sul lungolago adocchiando punti panoramici per appagare la vista ed angoli riparati dove scattare una foto

 

 

Lago d'Iseo

 

 

 

La stradina costeggia davvero le rive del lago e adocchiando sempre la porzione in ombra avanziamo in ordine sparso, ognuno intento alle sue foto, tutti quanti preoccupati del gran caldo che ci fa sudare a profusione (il dubbio che il Barone Pizzini stia giocando la sua partita ci perseguita, invero) e così , saltanto di ombra in ombra, riposando qualche minuto qua e là, troviamo angoli caratteristici che ostentano la loro bellezza, bellezza che proviene dai ritmi lenti di un tempo.

 

 

Lago d'Iseo

 

 

 

Complice la tranquillità dei luoghi molti animali hanno eletto a loro dimora gli anfratti della costa ed offrono ai turisti tutta la loro bellezza ed eleganza

 

 

Lago d'Iseo

 

Cigno Reale

 

 

Ripartiamo per tornare ad Iseo ma decidiamo di allungare la traversata per rimirare la costa dal battello, il Gott suggerisce di spostarci zigzagando tra un approdo e l’altro, salendo e scendendo dai traghetti e noi tutti in coro gli manifestiamo la nostra approvazione.  In realtà abbiamo sbagliato traghetto e ci vediamo costretti a fare il periplo del lago per tornare alla moto ma questo è un dettaglio, in fondo sono il primo sostenitore della teoria “perdersi è bello” !

 

 

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infatti questi scorci ce li saremmo persi

 

 

Lago d'Iseo

 

 

 

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così come un temporale incipiente

 

 

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Giunti nuovamente ad Iseo ci muoviamo verso le Torbiere del Sebino   , una riserva naturale all’interno della quale godiamo di un tramonto spettacolare.

 

 

Torbiere del Sebino

 

 

 

Passeggiando con calma seguiamo il percorso centrale (in alternativa esiste un percorso nord ed uno sud) ed il buio ormai è davanti a noi.
Due ultimi click con la macchina fotografica e possiamo tornare in quel di Milano, con gli occhi colmi di bellezza e la panza ancora piena.

 

 

 

Torbiere del Sebino

 

 

 

Torbiere del Sebino

 

 

¡hasta luego!

 

io me ne torno a casa.

 

Lago d'Iseo

 

Sevilla, maravillosa ciudad

Sevilla, España

 

Io AMO la Spagna, la amo in modo viscerale. Adoro i paesaggi, la cucina, gli spagnoli (le spagnole un po’ di più), le loro città, le loro coste, le loro isole, il loro modo di vivere.
Fatta questa doverosa premessa vi voglio raccontare Sevilla (Siviglia), ve la voglio descrivere come l’ho vista e vissuta.

Sevilla

 

Sevilla, Calle Sierpes nell’ora blu

 

Una settimana a ritmo lento, adeguandosi immediatamente al vivere imposto da temperature alte, come se ci si trovasse costantemente in un forno ventilato.
Come mi succede in ogni dove nel mondo anche a Sevilla mi sono perso più e più volte nonostante la cartina dettagliata che tenevo tra le mani. Non mi sono mai preoccupato però, non lo faccio mai, perchè sono fermamente convinto che “perdersi è bello” perchè rischi di scoprire angoli che altrimenti non avresti visto, di incontrare tipi originali che non avresti trovato, di incappare in un locale tipico, veramente tipico, frequentato solo da gente del posto e di riuscire ad assaggiare ricette sconosciute al mondo mondiale tutto ! L’ho  fatto anche a Sevilla !

Come elencare le meraviglie di  Sevilla ? Io inizierei dai piatti e dalle ricette tipiche. A Siviglia potrete mangiare dovunque e sempre molto bene spendendo il giusto, ma a patto che vogliate mangiare sevillano. Tapas diversissime e comunque cucinate in modo creativo anche quando sono uguali. In pratica ogni chef si inventa il suo modo di cucinarle e di prepararle. Da assaggiare assolutamente il solomillo al whisky (lo troverete scritto in cento modi diversi: wiskey, guisky, whiskey … ) la ricetta è a base di filettini di lonza cotti nell’olio e aglio (tanto aglio) ed innaffiato con whisky alla fine. Per i più curiosi propongo questa ricetta di una cara amica che ha vissuto a lungo a Siviglia. Altre pietanze che mi hanno positivamente colpito sono le patatas bravas (patate con salsa all’aglio e peperoncino), le anchoas, il pulpo a la gallega, il fritto di mare … insomma i miei ricordi di questa città partono sempre dalle loro pietanze.

 

La cosa che mi è rimasta nel cuore è l’architettura, tipicamente arabo-spagnoleggiante, il susseguirsi di tinte forti quali rosso carminio, blu cobalto e oro e di colori più occidentali. Colori che si ritrovano nei “patios” ovvero i cortili interni, tipici dell’architettura spagnola e sudamericana, circondati da loggiati e su cui si affacciano le varie stanze. Di norma sono provvisti di fontane e/o giochi d’acqua ed ingentiliti con piante ornamentali.

Sevilla

 

Quando ti trovi in un patio non è difficile immaginare la vita che fu, uomini che discutevano tra di loro e donne intente a chiacchierare rinfrescandosi con un ventaglio, oppure ballerini di flamenco che, a tarda sera, intrattenevano gli spettatori intonando canzoni ed accennando balli pervasi di tristezza. Il flamenco è un’eccezione però, tutto il resto della città è vita ed allegria, colori e musica.

Sevilla

 esagerazioni fotografiche a Siviglia

 

 

Partiamo dunque per il nostro giro panoramico.
Prima di tutto Siviglia è il Real Alcazar e la Cattedrale con la Giralda la torre campanaria dalla cui sommità si domina la città. Prenotando la visita insieme al viaggio si evitano code estenuanti sotto un sole cocente e si riesce a visitare tutto il complesso con calma in un solo giorno. Ci sta anche una giusta pausa per gustarsi un paio di tapas con una caña (birra alla spina).

 

Real Alcazar 

Real Alcazar, cortile interno

 

Il Real Alcazar e la Cattedrale con la Giralda si affacciano sulla stessa piazza, da questa parte la via dei ristoranti, francamente un po’ da turisti ed una serie di locali interessanti per passare una serata in allegria gustando una San Miguel alla spina con qualche stuzzichino. Se non amate la musica a palla vi consiglio di evitare quelli frequentati dai giovanissimi, il volume è davvero altissimo.  La Giralda originariamente era un minareto, la torre più alta al mondo nel periodo in cui fu costruita, mantenuto e trasformato in torre campanaria nel successivo periodo cristiano. Non ci sono scale per salire alla sommità ma 34 rampe che portano fino alla cima dove troverete l’iscrizione NO8DO . Questo è il motto di Siviglia ed è un anagramma, l’8 simboleggia un rocchetto di filo, in castigliano si pronuncia madeja, e leggendo l’iscrizione per intero si trova: NO – MADEJA – DO. Foneticamente suona “no me ha dejado” ovvero non mi ha abbandonato.

Nell’Alcazar troverete giardini meravigliosi e ben tenuti e Los Baños de Doña Maria de Padilla

 

Sevilla

 

I “Bagni di Donna María de Padilla” sono camere di raccolta di acqua piovana situate sotto il Patio del Crucero. Queste vasche presero il nome da María de Padilla, moglie di Pietro il Crudele. Si pensa che Pietro I si innamorò di María e che ne uccise il marito. María resistette alle sue avances e si gettò in faccia dell’olio bollente per sfigurarsi e bloccare i propositi di Pietro. In seguito divenne suora e si trasferì in un convento. Viene vista come simbolo di purezza nella cultura di Siviglia (fonte Wikipedia)

 

Dopo un’intera giornata tra la Cattedrale e l’Alcazar divertitevi a gironzolare tra i vicoli di Siviglia immaginando qualche capitano d’armi che vi viene incontro mentre chiacchiera con una donzella che, pudìca, si nasconde diero ad un ventaglio oppure un avventuriero in cerca di fortuna

 

Sevilla

 

Sevilla

Barreduela o Callejon del’Inquisicion, si trova accanto al castello di San Jorge che era la sede del Santo Uffizio e del Tribunale dell’Inquisizione. Il suo nome deriva dal fatto che i condannati dall’Inquisizione lo percorrevano per giungere sulla piazza dove veniva eseguita la sentenza di morte.  Si trova nel quartiere di Triana sulla riva occidentale del fiume Guadalquivir dove si uniscono la Siviglia antica e quella moderna.

Secondo la mitologia, la dea Astarte per sfuggire alla persecuzione amorosa di Ercole si rifugiò sulla riva occidentale del Guadalquivir fondando Triana ed il nome deriva dal suo passato da colonia romana fondata da Traiano, ’imperatore romano. e fu tradizionalmente un quartiere di marinai, operai, ceramisti e industriali, famosa per i suoi toreri, i cantanti e i ballerini di flamenco.

Secondo alcuni autori, il nome Triana deriva da una formula di compromesso tra i celtiberi e i romani, TRI (tre) dal romano e ANA dal celtibero che vuol dire fiume, ed è dovuto al fatto che in questa zona il fiume si divideva in tre.

Chi visita Triana ne può approfittare per comprare ceramiche esclusive e realizzate tradizionalmente, vagare per le strade durante il giorno e godersi di notte l’allegria dei suoi bar e lo splendido panorama dell’altro lato del Guadalquivir.

 

Guardando attentamente intorno mentre passeggiate lentamente per Siviglia troverete numerosi patios e resterete meravigliati dalla loro bellezza

 

Sevilla

 

Interessante anche tutta la parte di città che si snoda lungo il fiume Guadalquivir, potrete trovare locali, house-boats adibite a ristorante, tanti sevillani che corrono lungo le sponde nonostante il caldo. I vari tratti sono dominati dai ponti, che fungono anche da riferimento

 

Sevilla

 

e più di tutti colpisce il ponte di Santiago Calatrava 

 

Sevilla

 

 

Non rinunciate alla visita a Casa de Pilatos  considerato il prototipo del palazzo andaluso

 

Sevilla

Casa de Pilatos

 

Sevilla

Casa de Pilatos

 

Fotograficamente parlando mi ha colpito El Parasol    un’enorme struttara moderna in legno che ben si integra nel tessuto urbanistico della città e dalla cui sommità si gode della vista di tutta Siviglia

 

Sevilla

 

 

Sevilla

 

 

Sevilla

 

 

Sevilla

 

 

 

 

Durante il soggiorno sevillano scopro che si sarebbe tenuta una corrida e decido di assistere a quella che per gli spagnoli è un’istituzione. Comprato il biglietto  e seduto nel loggiato superiore (perchè lì l’ombra era garantita) assisto a quello che si è rivelato uno spettacolo intenso e crudele. Caso vuole che l’ultimo toro è riuscito a vendicare quelli che lo avevano preceduto incornando ben due toreri prima di soccombere. Un’ulteriore crudeltà ma in quegli istanti ho tifato per il toro.

 

Sevilla

 

Da non perdere Plaza de España ,  l’area dell’esposizione universale, anzi gironzolando lentamente si possono scattare fotografie interessanti

 

Sevilla

 

 

Sevilla

 

 

 

Sevilla

 

 

Da Siviglia ci si può spostare, per una gita in giornata a Cordoba. Qui si trova la famosa Mezquita ,

 

Sevilla

 

visitatela con calma, gustatevi ogni decoro, guardate attentamente tutto quanto e ascoltate la storia di questa moschea-cattedrale unica al mondo.

 

Sevilla

 

 

A Cordoba ci arrivate con il treno ad alta velocità in circa 40 minuti. Il resto della città non è nulla di particolare se non per la parte antica (seppur molto rimaneggiata) e per il quartiere ebraico con la Sinagoga che, purtroppo, è troppo spesso chiusa al pubblico.

 

Sevilla la maravillosa.

Buon viaggio

 

aereo

 

SIENA, LA CITTA’ CHE NON TI ASPETTI

SIENA, LA CITTA’ CHE NON TI ASPETTI

 

Piazza del Campo

 

 

Siena, una città che immediatamente evoca il Palio dell’Assunta.
Sono partito con questa convinzione ed immaginavo di risolvere il tutto in un paio di giorni ed è stato un errore. Siena non è solo il Palio, è molto di più.

Troviamo alloggio nell’agriturismo Siena Charme

una splendida villa con parco, piscina e vasca idromassaggio, ospiti gentilissimi e molto disponibili e, guardando verso la città, una vista superlativa sulla Torre del Mangia  e sul Palazzo Pubblico o Palazzo Comunale. Se lo sguardo si sposta dall’altro lato riusciamo ad abbracciare con un unico colpo d’occhio le colline del senese

Siena

 

Dopo aver depositato i bagagli ci spostiamo in città per una prima visita orientativa, non prima però di aver prenotato al ristorante Bagoga (i nostri ospiti hanno gentilmente telefonato per noi riservandoci un tavolo per la sera), il ristorante renderà onore alla sua fama presentandoci uno squisito tagliere di affettati misti, un piatto di pici al ragù bianco di cinta senese, una fiorentina di chianina a dir poco superlativa, il tutto annaffiato con del chianti DOCG. Il conto ci lascerà piacevolmente sorpresi. Consigliatissimo.

Ci imbattiamo subito nella sfilata della contrada del Drago e assistiamo allo spettacolo degli sbandieratori tra urla e rulli di tamburi. Gironzoliamo lentamente per assaporare i colori ed i profumi e ci ritroviamo a Piazza del Campo. Qui mi perdo nel fare foto e nel cercare l’angolo migliore od insolito, mentre mi guardo intorno sento un intenso profumo di caffè ed entro nel bar ad angolo all’estremo della piazza. Al Piano superiore c’è un bellissimo terrazzino dal quale si gode la vista di tutta la piazza

Siena

 

Siena

 

ma da qualunque lato od angolo si guardi quesa stupenda piazza si rimane a bocca aperta, una serie infinita di locali, bar, trattorie, ristoranti e pasticcerie la cinge in un abbraccio ed invita a lasciarsi andare senza badare alle calorie, inebriati dai profumi di dolce e salato mescolati agli aromi del caffè. Sulla piazza molti giovani chiacchierano beatamente seduti per terra con accanto una bibita ghiacciata,da ogni parte giunge il suono di una risata mentre l’immancabile gruppo di turisti giapponesi procede compatto, guardando tutti insieme nella stessa direzione, scattando raffiche di fotografie a tutto ed a tutti. Sembra quasi che vogliano catturare tutti i frammenti dell’anima di un mondo a loro sconosciuto, conservarlo nella scheda di memoria per poi ricomporlo quando saranno tornati a casa.

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Nel tardo pomeriggio ci ritroviamo a gironzolare senza una meta, con il solo scopo di scoprire qualche angolo particolare.

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Il giorno successivo, appena passate le mura, ci ritroviamo di fronte alla Basilica di San Francesco, la cui prima costruzione iniziò nel 1228, la prima chiesetta fu poi ampliata nel tempo e rimaneggiata più volte come conseguenza di incendi ed incuria fino ad avere l’aspetto attuale

 

S. Francesco

 

Accanto alla basilica si trova un bellissimo chiostro attraverso il quale si accede all’Università

 

Chiostro di S. Francesco

 

Molte sono le cose ed i luoghi da vedere, Il Duomo in primis perchè è un vero gioiello e da solo merita il viaggio fino a Siena, è costruito in stile romanico-gotico italiano ed è una delle più significative realizzazioni in questo stile in Italia

 

Duomo

 

L’intermo del Duomo è di una bellezza unica, ricco di marmi colorati e di lavori sopraffini

 

Duomo Siena

 

Da non perdere la salita al tetto, all’esterno ed all’interno del Duomo, (prenotare) per godere in un sol colpo d’occhio della vista fino alle crete senesi,

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Interessante anche la vista dall’alto, all’interno del Duomo

 

Duomo Siena

interno

 

il Facciatone che doveva essere la facciata della nuova chiesa, quando Siena rivaleggiava con Firenze, ma la peste e la conseguente carestia ne bloccarono i lavori. Rimane come testimonianza di quello che sarebbe potuto essere.

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Dal Facciatone si riesce ad avere sott’occhio tutto il centro di Siena

 

Siena

 

Molto interessante anche la Libreria Piccolomini alla quale si accede dall’interno del Duomo

 

Libreria Piccolomini

 

 

Prima di lasciare il complesso costituito dal Duomo, dal Facciatone e dalla Galleria Piccolomini concedetevi un quarto d’ora per visitare il rosone originale del 1200, ora sostituito da una copia per evitare gli insulti del tempo, ed il museo che raccoglie le statue originali

 

Siena

 

San Domenico, L’eremo di Santa Caterina

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Passeggiare di sera è molto piacevole, la città si svuota e la si può gustare con un ritmo lento

 

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S. Domenico

 

Insomma Siena è molto più del Palio, è uno scrigno ricco di tesori.
Non scordate di gustare lo street food tipico del luogo: un ottimo panino con prosciutto di cinta senese oppure porchetta accompagnati da un bicchiere di chianti DOCG, lo troverete in tante piccole botteghe e alimentari. Ve lo serviranno con un sorriso d’intesa.